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BOLSENA

Inaugurata la nuova casa della comunità

Servizi più vicini ai cittadini, presa in carico e innovazione organizzativa per un nuovo modello sanitario

Inaugurata la nuova casa della comunità

BOLSENA - È stata inaugurata questa mattina la nuova Casa della comunità “Bolsena”, la seconda attivata nella Tuscia dopo quella di Bagnoregio lo scorso 17 marzo. Un presidio strategico della sanità territoriale che rafforza il modello di assistenza di prossimità, portando servizi, prevenzione e presa in carico sempre più vicino ai cittadini. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, e il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, assieme a rappresentanti istituzionali, operatori sanitari e cittadini. La giornata si è aperta in piazza Matteotti con il “Villaggio della comunità”, uno spazio dedicato all’incontro tra operatori della Asl e cittadini, dove sono stati offerti servizi informativi, attività di prevenzione e prestazioni di base, con l’obiettivo di promuovere la cultura della salute e favorire l’accesso consapevole ai servizi. A seguire, il trasferimento presso la struttura di via IV Novembre, dove si è svolto il taglio del nastro e la visita istituzionale alla Casa della comunità, già operativa nei suoi servizi. La nuova Casa della comunità di Bolsena nasce al termine di un importante intervento di riqualificazione e ristrutturazione, finanziato con fondi Pnrr, per un importo di circa 2 milioni e 250mila euro. Si tratta di una struttura moderna, accogliente e funzionale, progettata per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute della popolazione, in linea con il modello previsto dal Dm 77: un punto di riferimento territoriale unico, facilmente accessibile, in grado di garantire assistenza sanitaria e sociosanitaria di prossimità. La Casa della comunità serve un’area ampia del Distretto A, comprendente i comuni di Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Proceno e Onano, per un bacino complessivo di circa 17mila abitanti, configurandosi come nodo fondamentale della rete territoriale, integrata con ospedali, servizi domiciliari e sistema sociale. All’interno della struttura sono attivi numerosi servizi, pensati per garantire risposte rapide, coordinate e continue ai bisogni dei cittadini. Tra questi: il Punto unico di accesso (PUA), il Centro unico di prenotazioni (CUP), i servizi di assistenza di prossimità, i servizi di cure primarie, gli ambulatori specialistici, l’ambulatorio infermieristico, la diagnostica di base, il punto prelievi, l’area dedicata all’assistenza domiciliare integrata (ADI) e alle Unità di cura assistenziale (UCA), il programma di screening del colon retto. La Casa della comunità rappresenta un vero cambio di paradigma: non più un luogo dove si accede solo per una prestazione, ma un sistema organizzato capace di accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di salute, con percorsi integrati, continui e multidisciplinari, orientati in particolare alla gestione della cronicità e delle fragilità. Il modello si basa su un approccio proattivo: i bisogni non vengono solo intercettati, ma anticipati e gestiti attraverso una rete integrata di professionisti e servizi, con un forte coinvolgimento della comunità e degli enti locali. La salute diventa, così, un processo condiviso, costruito nel territorio e con il territorio, attraverso un sistema che mette in relazione sanità, sociale e comunità. Tra gli elementi più innovativi del nuovo modello organizzativo c’è la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (Ifec), punto di riferimento per il cittadino e per il sistema territoriale. L’Ifec svolge un ruolo centrale nella presa in carico: accompagna la persona nel tempo, ne monitora lo stato di salute, favorisce l’aderenza alle cure e attiva, quando necessario, gli altri professionisti della rete. Non interviene solo in presenza di un problema, ma opera in un’ottica preventiva e di prossimità, costruendo un rapporto diretto con il paziente, la famiglia e la comunità. È, a tutti gli effetti, un “case manager” della salute, capace di garantire continuità assistenziale, integrazione tra servizi sanitari e sociali e una reale vicinanza ai bisogni delle persone, soprattutto quelle più fragili. Con l’apertura della Casa della comunità di Bolsena, prosegue il percorso di rafforzamento della sanità territoriale nella provincia di Viterbo, in linea con gli obiettivi del Pnrr. Dopo Bagnoregio, anche Bolsena diventa un punto di riferimento per una sanità più accessibile, integrata e orientata alla prevenzione, capace di ridurre le distanze e migliorare la qualità della presa in carico.

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