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Racconti dell’aria
politica
08 Aprile 2026 - 17:46
La maggioranza replica all’opposizione sulla vicenda degli alberi di piazza Regina Margherita e ribalta il fronte della polemica: il progetto originario del restyling del mercato, ricordano i gruppi consiliari di Avs, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Unione Civica, «è stato concepito, redatto e strutturato durante le amministrazioni di centrodestra» e prevedeva «la rimozione totale delle alberature esistenti, senza alcuna previsione di ripiantumazione». In altre parole, scrivono, «una piazza nuda. Nessun leccio, nessun albero adulto al suo posto».
È questo, per la maggioranza, «il fatto centrale» che la minoranza «sceglie di non nominare». Da qui l’accusa di «opportunismo politico» e di una ricostruzione fondata sulla «rimozione sistematica dei fatti e delle proprie responsabilità».
Nel comunicato, i gruppi che sostengono l’amministrazione Piendibene rivendicano invece il lavoro svolto dall’assessore all’Ambiente Stefano Giannini su un progetto definito «vincolato nei contenuti, nelle scadenze e nei rapporti con la Soprintendenza». Secondo la maggioranza, il Comune non avrebbe subito passivamente quell’impostazione, ma avrebbe scelto di intervenire commissionando «nuove perizie agronomiche», una valutazione all’Università della Tuscia e aprendo un tavolo tecnico con la Soprintendenza.

Il risultato, nella lettura dei gruppi di maggioranza, è che «si è ridotto il numero degli abbattimenti ai soli esemplari certificati come strutturalmente compromessi e pericolosi per l’incolumità pubblica» e che «almeno due alberi resteranno in sede». Soprattutto, aggiungono, l’attuale amministrazione avrebbe previsto «la ripiantumazione di dodici lecci adulti direttamente nella piazza, oltre a circa sessanta nuove alberature distribuite sul territorio comunale». Una soluzione che, insistono, «il progetto che ci aveva consegnato il centrodestra non prevedeva».
Da qui anche la risposta alle accuse dell’opposizione, che aveva definito il percorso «confuso, contraddittorio e costoso». Per la maggioranza, al contrario, «ogni perizia aggiuntiva non è stata un errore amministrativo: è stata uno strumento per salvare più alberi di quanti il progetto ereditato avrebbe lasciato in vita». E ancora: «I costi di quegli approfondimenti tecnici sono il prezzo pagato per sottrarre all’abbattimento esemplari che il piano originale del centrodestra avrebbe eliminato senza nemmeno chiederselo».
La chiusura è tutta politica. «Siamo convinti che i cittadini di Civitavecchia sappiano distinguere tra chi amministra e chi strumentalizza», scrivono i gruppi di maggioranza. «La piazza sarà riqualificata, gli alberi che potevano essere salvati sono stati salvati, quelli abbattuti saranno sostituiti con dodici lecci adulti nella stessa piazza. Il mercato tornerà a funzionare in uno spazio degno. Questo è il risultato. Il resto è campagna elettorale permanente».
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