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07 Aprile 2026 - 17:55
19:25
La fontana di piazza
«A Tarquinia, anche quest’anno, la Pasqua – la festa più sentita dalla comunità – si è trasformata nell’ennesima occasione mancata da parte dell’amministrazione comunale». Così, in una nota, il circolo locale di Fratelli d’Italia.
La fontana di piazza nell'incuria
«Non si tratta di semplici disattenzioni, ma di una preoccupante sequenza di errori, superficialità e totale assenza di programmazione. A partire dalla fontana di piazza, lasciata in condizioni indecorose proprio nei giorni in cui la città si presenta a cittadini e visitatori. Un’immagine che parla da sola e che restituisce il senso dell’abbandono in cui versa il centro storico".
Nessun messaggio di auguri da parte del sindaco
"Ancor più grave - proseguono da Fratelli d’Italia - è il silenzio istituzionale: nessun messaggio di auguri alla cittadinanza. Un gesto elementare, che ogni amministrazione dovrebbe sentire come dovere morale prima ancora che politico. Anche questo è mancato, confermando una distanza ormai evidente tra Palazzo e i tarquiniesi".
La campana che non ha suonato
"Ma il punto più critico riguarda il mancato controllo delle campane, simbolo e cuore delle celebrazioni pasquali. Parliamo di un momento identitario, profondamente radicato nella tradizione cittadina: al termine della processione del Cristo Risorto, l’evento più atteso e partecipato, la statua giunge di corsa davanti al palazzo comunale e, proprio in quell’istante, le campane dovrebbero esplodere in un suono festoso. È il culmine della festa: mentre la statua si gira verso il mare, quasi a benedire la folla, la città intera si riconosce in un rito che unisce generazioni. Eppure, anche questo momento è stato compromesso da una gestione approssimativa e da una mancanza di coordinamento che non è più accettabile. Non si può sbagliare proprio sull’evento simbolo di Tarquinia".
Parcheggi incolti
"Per non parlare poi delle aree parcheggio al Lido – piene di malerbe incolte, sporcizia, staccionate fatiscenti – o dello stato di degrado ed incuria nei pressi di Santa Maria in Castello. Un biglietto da visita non certo idilliaco.
«Questo ennesimo flop arriva, peraltro, subito dopo un’altra grave perdita: il mancato ottenimento del contributo per il Divino Etrusco, il secondo evento per importanza della città. Un fallimento che pesa non solo sul piano culturale, ma anche su quello economico e turistico", aggiungono dal circolo di Fratelli d’Italia -.
"Serve una presa di coscienza"
"Di fronte a tutto questo, non bastano più giustificazioni - concludono da Fdi - Serve una presa di coscienza: Tarquinia non può permettersi un’amministrazione che si fa trovare impreparata proprio nei momenti più importanti. Le tradizioni non sono un dettaglio. Sono l’identità di una comunità. E chi governa ha il dovere di custodirle, rispettarle e valorizzarle. Oggi, purtroppo, tutto questo è venuto meno»
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