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L’opposizione chiede le dimissioni di Giannini

I consiglieri di minoranza: “Sulla vicenda di piazza Regina Margherita decisioni e azioni contraddittorie che hanno prodotto risultati opposti a quelli che il Comune aveva fatto credere fossero possibili: necessaria una assunzione di responsabilità”

L’opposizione chiede le dimissioni di Giannini

L'opposizione consiliare di Civitavecchia ritiene non più rinviabile una chiara assunzione di responsabilità politica e amministrativa per quanto accaduto nella vicenda di Piazza Regina Margherita. "Il punto centrale non è soltanto il taglio degli alberi, che già di per sé ha profondamente colpito una parte rilevante della cittadinanza - hanno infatti spiegato in un lungo intervento - ma il modo in cui questa decisione è stata gestita nel tempo dall’Amministrazione. Su una questione così delicata, che riguardava insieme la tutela del verde, la riqualificazione della piazza e un intervento finanziato con risorse pubbliche, i cittadini avevano diritto a una condotta lineare, trasparente e coerente da parte del Comune. È accaduto invece il contrario. Attorno alla vicenda dell’abbattimento degli alberi si sono susseguiti messaggi, iniziative, approfondimenti tecnici e prese di posizione che hanno alimentato nella cittadinanza l’idea che il taglio potesse essere evitato o comunque significativamente ridotto. Si è così generato un affidamento concreto nella possibilità che il Comune stesse realmente percorrendo una strada alternativa, capace di contemperare la riqualificazione della piazza con una maggiore salvaguardia del patrimonio arboreo esistente". Proprio questo affidamento, creato nel rapporto tra amministrazione e cittadini, secondo i consiglieri di minoranza rappresenta oggi uno degli aspetti più gravi dell’intera vicenda.

"Per mesi si è lasciato intendere che vi fossero margini per salvare più alberi, si sono promossi ulteriori approfondimenti e si è alimentata l’aspettativa di una soluzione diversa. Alla fine, però, si è comunque arrivati all’abbattimento - hanno sottolineato - dopo un percorso confuso, contraddittorio e costoso, che non ha prodotto il risultato sperato e che ha finito per compromettere la credibilità dell’azione amministrativa. Il danno, quindi, non è solo ambientale o politico. È anche istituzionale. Quando la Pubblica Amministrazione induce i cittadini a confidare in una certa direzione, salvo poi giungere improvvisamente a una decisione opposta o comunque non coerente con il percorso pubblicamente rappresentato, si produce una frattura nel rapporto di fiducia tra comunità e istituzioni. A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di estrema rilevanza: quello amministrativo e contabile."

Per i consiglieri, infatti, la successione di ulteriori perizie e consulenze, richieste nel corso del procedimento, avrebbe comportato costi aggiuntivi a carico dell’ente, un aggravio dell’iter amministrativo, ritardi nel cronoprogramma dei lavori e un’esposizione del Comune a possibili conseguenze economiche ulteriori, anche in relazione al finanziamento pubblico dell’opera. "Se alla fine di questo percorso il risultato sostanziale è rimasto in larga parte coincidente con quello iniziale, è doveroso chiedersi se vi sia stata una gestione efficiente, economicamente corretta e coerente con i principi di buon andamento e legittimità contabile - hanno spiegato - per questa ragione, la vicenda di Piazza Regina Margherita non può essere ridotta a uno scontro tra favorevoli e contrari al taglio degli alberi. Qui è in discussione il modo in cui il Comune ha esercitato le proprie responsabilità: nella gestione degli atti, nel coordinamento tra assessorati e uffici, nell’impiego delle risorse pubbliche, nella comunicazione istituzionale e nel rispetto dell’affidamento ingenerato nei cittadini. I commercianti hanno visto rallentare e complicarsi un intervento importante per la città. I cittadini e i comitati hanno maturato la convinzione che esistesse una concreta possibilità di evitare o ridurre l’abbattimento, salvo poi assistere a un esito diverso. Gli uffici si sono trovati coinvolti in un percorso segnato da tensioni, sovrapposizioni e scarsa chiarezza. Tutto questo non è fisiologico: è il segno di una gestione che ha smarrito linearità, credibilità e responsabilità. Per queste ragioni, l’opposizione ritiene che su quanto accaduto debba esservi una chiara assunzione di responsabilità. Non è più accettabile - hanno concluso - che una vicenda così delicata, che ha inciso sul patrimonio arboreo, sull’organizzazione dei lavori, sulle casse pubbliche e sul rapporto di fiducia con i cittadini, venga archiviata come se nulla fosse accaduto. Serve un chiarimento politico e amministrativo serio. E serve, soprattutto, ristabilire trasparenza, coerenza e rispetto dell’affidamento che i cittadini ripongono nelle istituzioni".

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