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Santa Marinella

Chegia chiede la dimissioni di Ricci

"Il direttore ha aumentato i costi delle strisce blù"

Chegia chiede la dimissioni di Ricci

La segretaria di Avs Maura Chegia

SANTA MARINELLA – Continua la “guerra santa” dell’esponente locale di AVS contro il direttore generale della Multiservizi Bruno Ricci di cui chiede le dimissioni. “È stato nominato direttore generale con determina 38 del maggio 2025, nomina che viene effettuata direttamente dal socio unico cioè il Comune senza obbligo di avviso pubblico perché è un incarico di natura fiduciaria – dice la segretaria di Alleanza Verdi e Sinistra Maura Chegia - al punto cinque del verbale del cda del 16 gennaio di quest’anno, Ricci espone l’accoglimento della commissaria Toscano alla sua proposta di ampliare il pagamento del pedaggio nelle strisce blu nelle zone 2 e 3 da cinque a sette mesi all’anno. Ora, considerando che Bruno Ricci è uno dei fondatori del progetto che vede lui, Vinaccia, Manuelli e Siviero come colonne portanti e che poi tale gruppo è ad oggi primo sostenitore di Manuelli sindaco, chiediamo a tutto il gruppo le dimissioni di Bruno Ricci da direttore poiché nominato in quanto fiduciario dello stesso ex sindaco, di spiegare ai cittadini per quale motivo la coalizione Manuelli sindaco ha avallato la scelta di aumentare i parcheggi delle zone non centrali. Ribadiamo che le zone periferiche devono rimanere parcheggi pubblici, se si doveva intervenire era per renderli tali tutto l’anno, non per aumentarne i mesi a pagamento. Sinistra Italiana è completamente in disaccordo con questo modo di raccontare la favola di cappuccetto rosso agli elettori”.

“C’è qualcosa di irresistibilmente comico – risponde Manuelli - nel senso più tragico del termine, nella recente metamorfosi politica di Maura Chegia. Una di quelle conversioni sulla via di Damasco. Da compagna di banco a inquisitrice, da alleata silenziosa a torquemada della purezza ideologica. D’un tratto, la segretaria di Sinistra Italiana si è scoperta più comunista di Lenin ma senza la seccatura della coerenza storica. E così, mentre le destre vengono salutate con un garbato cenno di cappello, la furia rivoluzionaria si abbatte con zelo chirurgico su chi, fino a ieri, le sedeva accanto. il bersaglio, è la coalizione civica di Manuelli, colpevole di esistere, e di portarsi dietro un candidato “impresentabile, il direttore della municipalizzata, reo di aver fatto il direttore. Cioè proporre al commissario prefettizio un aumento delle strisce blu secondo quanto stabilito dal Cda, di cui non fa parte. Un comportamento talmente scandaloso che, a confronto, il manuale Cencelli sembra un trattato di etica kantiana. E così Manuelli diventa il continuatore del tideismo, utile per giustificare qualsiasi attacco. Peccato che, in questa narrazione, manchi un piccolo dettaglio, la memoria. Perché mentre oggi si punta il dito, ieri si votava. E non per sbaglio o distrazione, per sette anni e mezzo, si è partecipato, approvato, sostenuto. Le strisce blu? Non solo rincarate, ma proprio introdotte. I project difesi come reliquie sacre contro i referendum eretici. La 167 bis, la Quartaccia. E qui il paradosso diventa farsa, ciò che ieri era progresso, oggi è peccato, ciò che ieri si firmava, oggi si denuncia. Una sorta di amnesia a comando, versione politica del “non ricordo” che tanto successo ha nei tribunali”. 

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