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No alla "riserva fredda", Avs‑Demos chiede un incontro urgente con Enel e il Ministero dell'Ambiente

Lavoro, salute e sviluppo: il gruppo consiliare contesta le decisioni del Governo

No alla "riserva fredda", Avs‑Demos chiede un incontro urgente con Enel e il Ministero dell'Ambiente

"Un incontro urgente con i vertici di Enel e con il Ministero dell’Ambiente per ribadire che l’unica "riserva" che Civitavecchia è disposta ad accettare è quella della tutela del proprio futuro, del lavoro e della salute dei cittadini". È la richiesta che, a poche ore dal voto sulla questione di fiducia posta dal governo alla Camera, arriva dal gruppo consiliare di Avs-Demos che esprime la propria netta e ferma contrarietà all'ipotesi di mantenimento in “riserva fredda” della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord.

"Si tratta di una scelta che consideriamo un tradimento degli impegni presi con il territorio e un ostacolo insormontabile alla reale riconversione economica della città - spiegano - respingiamo con forza il tentativo del Governo di giustificare la “riserva fredda” con l'instabilità geopolitica e i conflitti in corso, utilizzati ancora una volta come alibi per rinviare scelte che dovevano essere affrontate da anni. La vera sicurezza nazionale non si costruisce restando ancorati ai combustibili fossili, ma accelerando verso l'autonomia energetica garantita dalle rinnovabili. È particolarmente grave che oggi le forze politiche di Governo provino a presentarsi come garanti della transizione, quando sono le stesse che per anni hanno sostenuto e difeso un modello energetico basato sui combustibili fossili, senza costruire per tempo alternative credibili per Civitavecchia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una transizione gestita in ritardo, senza una visione industriale chiara e senza garanzie per i lavoratori e le famiglie del territorio. In questo quadro, colpisce il silenzio del parlamentare del territorio Alessandro Battilocchio, che su una scelta così rilevante per il futuro della città non ha finora prodotto risultati concreti né chiarito quale sia la posizione reale rispetto alla prospettiva della “riserva fredda”.

Mantenere la centrale in uno stato di stand-by non risolve la crisi energetica: drena risorse pubbliche, tiene “congelate” competenze professionali che andrebbero riqualificate e condanna Civitavecchia a un’incertezza perenne". Secondo Avs-Demos, infatti, la vera risposta alle crisi globali è l'indipendenza energetica, a partire dall'eolico offshore e dalle nuove tecnologie della transizione.

"Proporre una riserva fredda significa prolungare l’agonia di un modello energetico obsoleto, sottraendo spazi e investimenti necessari alla riconversione. Mantenere la permanenza della centrale - hanno aggiunto - significa bloccare le bonifiche, perché senza un cronoprogramma certo di dismissione, le aree restano vincolate e inutilizzabili, impedendo qualsiasi reale processo di rigenerazione industriale. Frenare lo sviluppo e l’occupazione: l’hub dell’eolico offshore e le nuove filiere produttive necessitano di certezze e tempi definiti, che la permanenza del carbone continua a negare. Civitavecchia ha già dato. Per decenni abbiamo garantito energia al Paese pagando un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari. Oggi - hanno concluso - non accettiamo che questo territorio resti bloccato in una transizione infinita senza prospettive per il lavoro e lo sviluppo. Il tempo delle proroghe è scaduto: pretendiamo l'avvio immediato delle procedure di dismissione, delle bonifiche e dei cantieri per una nuova stagione industriale pulita".

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