Il caso
05 Aprile 2024 - 22:38
24 Febbraio 2026 - 02:16
«La Lega ha sempre fatto un’opposizione chiara e trasparente sin dall’inizio al governo Frontini: anche quando il centrodestra si è fermato al primo turno delle elezioni comunali 2022, è rimasta fedele al programma presentato in alternativa a quello del patto civico, decidendo di non intavolare alcuna trattativa per il turno di ballottaggio». Andrea Micci spiega le motivazioni che l’hanno spinto a firmare la mozione di sfiducia alla sindaca. «Sin da subito, quindi, la Lega si è posta in opposizione, fedele al verdetto dei cittadini, con l’idea di interpretare una politica responsabile, sostenendo in questi quasi due anni di mandato in modo trasparente e leale verso i propri valori, le proposte a nostro avviso utili alla città, e allo stesso tempo muovere ferme critiche a ciò che non andava o poteva essere fatto meglio, offrendo anche soluzioni e idee alternative che, dobbiamo dire, quasi mai sono state recepite dal patto civico. Oggi - prosegue - la maggioranza Frontini, dopo l’uscita di due consiglieri comunali e lo stallo nella realizzazione del programma elettorale di Viterbo 2020, a cui si aggiunge una difficoltà oramai palese nel portare avanti anche l’ordinaria amministrazione, ossia il funzionamento quotidiano della città, dovrebbe compiere un doveroso passaggio nei confronti della cittadinanza che è quello di una verifica dei numeri e dei contenuti della sua azione di governo. L’amministrazione Frontini non può continuare ad andare avanti facendo finta di niente: per questo, per metterla di fronte a qualcosa che, a nostro avviso, è dovuto non a noi, ma ai cittadini, ossia fare una verifica al suo interno, abbiamo firmato la mozione di sfiducia. Ci auguriamo che questa sia un’occasione per fare chiarezza su alcuni punti: se c’è ancora una maggioranza e cosa intende fare per il futuro di questa città, rispetto a quanto promesso nel 2022. Proprio per questo ci dispiace che il Pd non abbia firmato la mozione, impendendone così la discussione in aula e la verifica della reale esistenza o meno dei numeri necessari a farla approvare. Va, poi, rilevato, da ultimo, come sulla vicenda Bruzziches, fino al consiglio comunale di ieri, il sindaco Frontini non abbia mai preso le distanze dal contenuto delle registrazioni diffuse dal suo ex consigliere di maggioranza. Un atteggiamento a nostro avviso grave- conclude - che si somma agli altri elementi di critica verso l’operato di questa amministrazione».
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