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Il Partito democratico boccia il progetto “Porta d’Italia” che porterebbe al distacco dei comuni da Città Metropolitana

«Nuova provincia, più i rischi che le opportunità»

I dem si dicono « aperti al confronto» e suggeriscono di valutare «l' ipotesi di un referendum cittadino»

«Nuova provincia, più i rischi che le opportunità»

CERVETERI - «Un'operazione nata all'interno delle segreterie dei sindaci di alcuni comuni costieri, all'insaputa dei diretti interessati, e cioè i cittadini, e chiamata suggestivamente "Porta d'Italia"». L'idea di una nuova provincia continua a essere bocciata dei dem. Ancora di più dopo l'incontro dei giorni scorsi promosso proprio dal Pd regionale e provinciale, a Cerveteri.
«Molti - hanno spiegato dal circolo ladispolano che ha presenziato all'appuntamento - i punti di contrarietà del Pd alla proposta, calata dall'alto, di una nuova provincia, da Fiumicino a Montalto, una posizione scaturita dal dibattito dei partecipanti all'assemblea di mercoledì nella sala Ruspoli, ospiti della sindaca Elena Gubetti».

Durante l'incontro «è emerso anche l'aspetto economico: sono 20 i milioni di euro erogati in due anni alle città dell'area metropolitana di Roma Capitale. La ipotetica nuova provincia dove prenderebbe mai - si chiedono - un finanziamento almeno simile?». Perplessità anche sulla «mancanza di un quadro normativo che permetta di approvare un nuovo ente che si staccherebbe dall'Area Metropolitana di Roma Capitale. Capitale - incalzano i dem - che manterrebbe la titolarietà sia sul porto di Civitavecchia che sull'aeroporto di Fiumicino che non passerebbero quindi alla nuova provincia».
Per i dem l'idea di "Porta d'Italia" è solo «un classico "gioco di potere", privo di trasparenza e di confronto con la società civile». «Anziché relegare il territorio in un futuro pieno di incognite e di incertezze, è, al contrario, doveroso impegnarsi per modificare l' assetto delle Province così come è scaturito dalla legge fatta per "abolirle" e che invece ha generato Enti di secondo livello spesso lontani dalle esigenze dei territori». «La Città Metropolitana deve porre più attenzione ai problemi delle realtà più lontane dal centro ed intervenire in modo più incisivo al fine di valorizzare il tessuto delle vocazioni e il patrimonio locale».
E per farlo, il partito democratico ipotizza la possibilità di conferire «una delega specifica» per andare in questa direzione.
«Il Circolo Pd di Ladispoli - concludono i dem - è aperto al confronto con la cittadinanza che merita un ruolo molto più significativo. : in questa prospettiva si può valutare anche l' ipotesi di un referendum cittadino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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