Racconti dell'aria
Contro la decisione dell’amministrazione comunale si schiera anche il gruppo “Rinascimento con Vittorio Sgarbi”
15 Ottobre 2023 - 00:47
04 Dicembre 2025 - 20:48
TARQUINIA - Si allarga il fronte del no alla revoca della concessione dei terreni all’istituto Cardarelli di Tarquinia. Diverse le prese di posizione in difesa dell’istituto scolastico beneficiario dell’area dal 2018. A prendere la parola, tra gli altri, anche il segretario organizzativo di “Rinascimento con Vittorio Sgarbi”, Dario di Francesco. «La revoca dei terreni al Cardarelli è una fake news» - dicono da Rinascimento con Vittorio Sgarbi - Quando gli amici di Tarquinia mi hanno detto che il Comune aveva revocato il comodato dei terreni a quella meraviglia che è la comunità scolastica del Cardarelli - spiega di Francesco - ho risposto, senza pensarci un secondo, che dovevano smettere di credere a evidenti fake news. Invece, l’incredibile è sorprendentemente vero: l’amministrazione comunale ha davvero chiesto la restituzione di terreni dati in comodato alla scuola. Certamente, dietro la richiesta di restituzione di quei terreni ci sarà una valutazione ponderata di differenti interessi pubblici; ma le tante e differenti voci che si sono levate per vedere ritrattata quella scelta dimostrano che, si, è stata una scelta oggettivamente sbagliata». «Il Cardarelli, ossia la scuola di Tarquinia, è molto apprezzata anche al di fuori del territorio comunale e l’utilizzo di quei terreni è una componente qualificata della didattica d’avanguardia che il Cardarelli propone e che contribuisce a fondarne l’ottimo nome. Tuttavia, socialmente e politicamente, la rilevanza di quel comodato va oltre la pure significativa questione didattica: quei terreni sono stati attrezzati e organizzati con il lavoro - non proprio contrattualmente dovuto - di insegnanti e di studenti ma anche con il contributo generoso di tanti cittadini e di tante imprese locali. Allora si capisce che, in effetti, quel comodato è il volano di un magnifico fatto di aggregazione sociale; si capisce che intorno a quei terreni si è costituito un patto di fiducia e collaborazione tra le generazioni e il loro territorio. Tutto questo è un fatto politico di assoluta rilevanza amministrativa. A tutto questo non si può e non si deve rinunciare». «Auspico - sottolinea quindi di Francesco - che la questione si esaurisca con un atto amministrativo di annullamento in autotutela, che non sarebbe una sconfitta per alcuno: sarebbe solo un bene per Tarquinia. La questione è una riprova che le nostre tesi circa l’urgenza di una nuova nozione di cittadinanza attiva e nuove forme di partecipazione dei cittadini alle questioni del territorio si impongono al dibattito politico».
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