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Tutela Agroalimentare, i carabinieri incontrano i futuri chef

Lezione formativa nella scuola dell’Alberghiero. La preside Cangemi: «Promuovere la cultura della legalità tramite il dialogo con le Istituzioni»

Alberghiero incontro con i carabinieri

LADISPOLI – Carabinieri della Tutela Agroalimentare a scuola per la lotta alle frodi e alla salvaguardia delle eccellenze italiane. I futuri chef dell’Alberghiero hanno partecipato ad un evento molto importante finalizzato alla qualità e alla sostenibilità in base appunto ai controlli che questo corpo speciale effettua in Italia. L’iniziativa è stata coordinata dal prof Francesco Riili, docente di Enogastronomia dell’istituto di via Federici. Grazie alla presenza dei militari, gli allievi hanno avuto l’occasione di comprendere i rischi legati ai prodotti falsificati e alle frodi alimentari e di riflettere sul valore della tracciabilità e della trasparenza lungo l’intera filiera produttiva. «Una giornata di formazione preziosa - è stato sottolineato dalla dirigente scolastica Lidia Cangemi - per potenziare il dialogo fra Istituzioni con l’obiettivo condiviso di promuovere la cultura della legalità e l’educazione ad una cittadinanza consapevole e responsabile». Si è parlato di sicurezza e in particolar modo di controlli e verifiche sul campo della conformità dei prodotti alimentari. Particolarmente intenso il passaggio sulla tutela del made in Italy, una delle attività più frequenti del Nucleo operativo per la salvaguardia dei prodotti certificati come Dop, Igp tramite la tracciabilità. A riguardo è stata portata come esempio un’operazione brillante eseguita proprio dai carabinieri della Tutela Agroalimentare nella provincia di Frosinone, abili a portare alla luce un importante illecito perché gli ovini di un’azienda erano venduti come italiani ma provenivano dall’Est europa. «Temi - ha aggiunto Riili - di particolare importanza al fine di garantire qualità e sicurezza ai consumatori, soprattutto per chi si prepara a lavorare nel settore enogastronomico». «Partecipare ad iniziative di questo tipo - ha osservato la prof Anna Capodacqua, - significa formare futuri professionisti attenti alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, ma anche porre al centro l’etica come strumento insostituibile».


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