Racconti dell’aria
L’AMICIZIA TRA DUE ESERCITI D’ECCELLENZA
31 Marzo 2026 - 09:12
L’offensiva che vide protagonista la Força Expedicionária Brasileira (FEB) in Italia prese forma con un obiettivo ambizioso: conquistare in tempi rapidi un sistema strategico di alture nell’Appennino, tra cui Monte Castello, nodo cruciale per il controllo del territorio. Tuttavia, i primi tentativi, tra la fine del 1944, si rivelarono insufficienti. Fu allora chiaro che solo un’azione coordinata e simultanea, con il pieno impiego di due divisioni, avrebbe potuto spezzare la resistenza tedesca lungo posizioni chiave come Monte Belvedere, la Torraccia e Castelnuovo di Vergato. 
A complicare il quadro intervennero le condizioni ambientali. L’inverno tra il 1944 e il 1945 fu tra i più rigidi: gelo intenso, neve persistente e umidità costante misero a dura prova soldati non abituati a simili climi. Le truppe brasiliane, schierate lungo la dorsale appenninica, dovettero affrontare non solo il nemico ma anche una guerra silenziosa contro il freddo e la fatica. Le frequenti incursioni tedesche, spesso limitate ma continue, avevano l’obiettivo di logorare uomini e morale, già provati da mesi senza tregua.
La svolta arrivò tra febbraio e marzo del 1945 con l’avvio dell’Operazione Encore, pianificata insieme alla 10ª Divisione da Montagna degli Stati Uniti. L’azione congiunta portò finalmente risultati concreti: Monte Castello cadde il 21 febbraio, seguito da altre posizioni strategiche come Serra-Cota 958, Bella Vista e Castelnuovo. Parallelamente, le forze americane consolidavano il controllo su Monte Belvedere e sulla Torraccia. Questo successo aprì la strada all’offensiva alleata verso la pianura.
Ad aprile, la campagna entrò nella sua fase decisiva. Il 9 aprile prese avvio l’attacco finale contro le difese tedesche, ormai in progressivo arretramento ma ancora capaci di rallentare l’avanzata alleata. Il 14 aprile, la FEB sferrò un colpo determinante conquistando Montese, grazie a un’efficace combinazione di artiglieria e mezzi corazzati. Fu un punto di rottura: il successivo fallimento del contrattacco tedesco segnò l’inizio del crollo della Linea Gotica su entrambi i versanti, tirrenico e adriatico.
Da quel momento, l’avanzata divenne inarrestabile. Zocca fu liberata il 22 aprile, seguita da Vignola il giorno successivo. Le truppe brasiliane proseguirono lungo la valle del Po, incalzando un nemico ormai in difficoltà. Gli ultimi scontri si consumarono tra Collecchio e Fornovo di Taro, dove, nonostante l’inferiorità numerica, la FEB riuscì a chiudere in una morsa le forze avversarie. Tra il 29 e il 30 aprile arrivò la resa: quattro divisioni, tra tedesche e repubblichine, deposero le armi.
L’epilogo si svolse nei primi giorni di maggio. Attraversando città come Tortona e Alessandria, i brasiliani raggiunsero Torino e poi Susa, dove si congiunsero con le truppe francesi al confine. Era il segno tangibile della fine delle operazioni e della vittoria alleata nel settore.
L’esperienza della FEB in Italia rappresenta una pagina significativa della Seconda guerra mondiale. Il contributo dei “pracinhas” non fu soltanto militare, ma anche simbolico: il sacrificio di quei soldati contribuì alla liberazione di territori e alla riconquista della libertà. Un’eredità che ancora oggi lega Brasile e Italia nel ricordo di una lotta condivisa contro il nazifascismo.
Quella campagna, segnata da difficoltà estreme e successi decisivi, rimane testimonianza di determinazione e coraggio. Un patrimonio storico che continua a vivere nella memoria collettiva e nelle relazioni tra i due Paesi, nel nome di valori conquistati a caro prezzo.
* Um trabalho de pesquisa histórica, apoiado por evidências objetivas, leva-nos a considerar o Exército Brasileiro historicamente ligado ao Exército Italiano, desde os tempos da Segunda Guerra Mundial. Duas realidades distantes que, no entanto, compartilham valores autênticos, inspirados na cooperação internacional e na paz. Não é incomum encontrar na Itália vestígios de combatentes da Força Armada Brasileira tombados em batalha por um ideal elevado: jovens estrangeiros que deixaram suas famílias no Brasil e chegaram à Itália para sacrificar suas vidas em uma guerra devastadora.
Os tempos, felizmente, mudaram, assim como as exigências operacionais. Ainda assim, entre o Exército Italiano e o Exército Brasileiro permanece viva uma chama: a da cooperação, alimentada diariamente por cadeias de comando preparadas e sensíveis tanto à história quanto às necessidades da vida contemporânea. Nesse contexto, o adido militar da Embaixada do Brasil na Itália desempenha um papel determinante: valorizar e promover todas as iniciativas capazes de conferir prestígio ao Exército Brasileiro e, ao mesmo tempo, construir pontes com a Força Armada Italiana, em uma perspectiva de colaboração em escala global, não é tarefa trivial.
Uma amizade autêntica entre duas excelências militares e, por consequência, entre dois países — Itália e Brasil — só pode ser saudada positivamente e divulgada por este órgão de informação sem qualquer hesitação. Com o compromisso de prosseguir por este caminho editorial, dando visibilidade a uma sinergia de paz e cooperação tão relevante quanto necessária em uma época em que, em escala mundial, não faltam conflitos entre os povos.
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