Roma, 26 feb (Adnkronos) - "Tre anni fa la tragedia di Steccato di Cutro. Ricordare le oltre cento persone che andavano protette e invece sono morte sulle nostre coste è un dovere, anche perché ancora devono avere giustizia". Lo dichiara Paolo Ciani, vicecapogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos, ricordando il naufragio sulle coste calabresi. "Così come è un dovere denunciare le politiche sulle migrazioni messe in campo da questo governo e dall’Europa: politiche che osteggiano il soccorso in mare e di fatto considerano le vite dei migranti come vite di scarto -prosegue Ciani-. Gli inutili e costosi centri in Albania sono il monumento, pagato con le tasse degli italiani, a questa logica. E lo stesso vale per le ultime decisioni europee che sacrificano i diritti umani sull’altare della realpolitik della ‘fortezza’. Vogliamo contrastare in ogni ambito la ‘cultura dello scarto’ e non ci rassegniamo alla logica e alla narrazione del ‘migrante invasore’. Proponiamo l’implementazione di ingressi legali, accoglienza diffusa, investimenti sull’integrazione, corridoi umanitari per le situazioni di vulnerabilità e la tutela piena dei diritti umani". "Le persone migranti non sono il nemico: il dieci per cento della nostra popolazione non ha cittadinanza italiana, sono nostri concittadini. Basta dipingerli come ‘barbari invasori’”, conclude Ciani.
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