Palermo, 9 dic. (Adnkronos) - "A noi pare che questa situazione, che noi riteniamo di assoluta inopportunità, in cui hanno esercitato le loro funzioni, rispettivamente il procuratore Pietro Giammanco e il dottor Giuseppe Pignatone, abbia contribuito, e grandemente, a sovraesporre sia Giovanni Falcone che Paolo Borsellino". Lo ha detto il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo la sua audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. "Le riteniamo anche delle precondizioni - dice - e cioè qualunque sia poi la causale o la concausa a cui si voglia attribuire la maggiore credibilità, riteniamo che queste due precondizioni siano sussistenti, siano appunto delle precondizioni". "Per completezza, riguardo all'isolamento devo dire, perché non voglio tralasciare elementi a difesa, che nella memoria del dottor Pignatone si sono indicati tutta una serie di interviste e tutta una serie di articoli, uno ad esempio di Paolo Borsellino che avrebbe affermato che l'isolamento non era stata la causa dell'omicidio di Giovanni Falcone". "Al riguardo rileviamo, uno che è un fatto notorio che un magistrato prima lo si isola, lo solo espone e poi lo si uccide. Lo diceva anche Giovanni Falcone. E' proprio un bersaglio ambulante un magistrato per viene emarginato isolato". "Ovviamente non ci sogniamo minimamente di mettere in dubbio le parole di Paolo Borsellino, ma non avrei la minima legittimazione né professionale né morale per mettere in dubbio la parola di Paolo Borsellino, ci permettiamo di mettere in dubbio l'esito dell'articolo, perché come ha detto la dottoressa Sabatino in sede del'audizione del CSM, il dottore Borsellino era molto amareggiato contrariato dall'esito di alcune interviste che, per il modo come erano costruite e per le frasi che erano state estrapolate, falsavano il suo pensiero". E aggiunge: "Il punto è come tutto riportato dai giornali", dice.
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