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17 Aprile 2026 - 20:08
Da sinistra il vicesindaco Stefania Tinti, l'assessore al Turismo Piero Alessi e l'artista Maria Letizia Beneduce
Il Montegrappa Festival sembra sempre più appeso a un filo. La conferenza stampa andata in scena oggi, proprio davanti ai tre locali che stanno cercando di organizzare la seconda edizione della rassegna, ha restituito soprattutto questa immagine: un festival ancora formalmente in piedi, ma nei fatti bloccato a dieci giorni da maggio, con gli organizzatori che aspettano, i residenti che lamentano disagi per il rumore e il Comune che assicura disponibilità senza però sciogliere davvero il nodo.

L’incontro, affollato e per certi versi anomalo, ha visto la presenza dell’assessore al Turismo Piero Alessi, del vicesindaco Stefania Tinti, dell’assessore ai Lavori pubblici Patrizio Scilipoti, della delegata Valentina Petringa, del consigliere di Avs Ismaele De Crescenzo, degli organizzatori e di Confcommercio con il rappresentante territoriale Cristiano Avolio e il vicepresidente Litorale Nord Antonio Palomba. Sul tavolo, più che una presentazione vera e propria, è andato in scena il racconto di una trattativa ancora aperta. Nessuna decisione, nessun annuncio: tutto resta sospeso.
A ricordare il senso del festival è stata Maria Grazia Di Valentino, che ha parlato di un contest nato per la «riqualificazione della città» e capace di richiamare musicisti anche da fuori. Tiziano Leonardi, padrino dell’evento, ha insistito sul valore di un appuntamento che lo scorso anno aveva riportato vita in una via fino a quel momento quasi spenta la sera, ricordando «serate strepitose» e talenti scoperti strada facendo.
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Il punto, però, resta sempre lo stesso: le proteste di una parte dei residenti e il nodo del rumore. Alessi ha parlato della necessità di trovare «il giusto equilibrio tra esigenze legittime e diverse», cioè tra commercianti, giovani e diritto al riposo dei cittadini. Terminato il suo intervento, però, si è allontanato per altri impegni, lasciando irrisolto proprio il punto politico centrale: l’autorizzazione finale e il perimetro entro cui il festival potrà o non potrà esistere. Scilipoti ha confermato che l’amministrazione è presente «per trovare una soluzione». Tinti ha aperto anche alla possibilità di utilizzare la Cittadella della Musica, spiegando che da metà maggio a metà settembre ci sarà un service disponibile «per chi vorrà esibirsi». Ma l’ipotesi di spostare il cuore del festival altrove non convince chi lo organizza e chi lo vive come un evento di strada.
Maria Letizia Beneduce è stata la più netta: «Sembra una caccia alle streghe dove la musica è la strega». E ancora: «Non si può fare il batterista no e il violinista sì». Per la presidente del festival, se si toglie libertà espressiva ai musicisti, si svuota il senso stesso della manifestazione. Dello stesso tenore Valentina Petringa: «Ho visto tantissimi giovani avvicinarsi alla musica». De Crescenzo ha definito Montegrappa «un pezzo della nostra identità» - a rischio per un centro storico assaltato da case vacanza, b&b e quant'altro - e ha promesso il proprio impegno per costruire una mediazione seria e puntuale.
Nel frattempo, però, a muoversi sul piano più concreto sono stati commercianti e Confcommercio. Avolio ha ricordato che ieri è stato aperto un tavolo con i residenti nel quale sono state esaminate diverse soluzioni possibili. E proprio dagli organizzatori è arrivata una proposta di compromesso: niente musica il giovedì, domenica più orientata ad artigianato, cultura e attività collaterali, live solo il venerdì e il sabato, con chiusura anticipata alle 23.30. La proposta sarà ora presentata al Pincio.
È qui che, a questo punto, il quadro si fa chiaro. Il Montegrappa Festival, che lo scorso anno aveva richiamato decine di artisti e centinaia di persone, trasformando una via quasi deserta in un’alternativa concreta a un’estate cittadina piuttosto piatta, oggi rischia di partire in forma ridotta. O di non partire affatto nei tempi annunciati. Perché se a dieci giorni dall’inizio previsto si discute ancora del perimetro minimo per farlo esistere, il problema non è più soltanto trovare una quadra. Il problema è che il tempo stringe e il festival aspetta ancora una decisione vera e quello che i commercianti hanno in mano è un atto di indirizzo del Comune che escluderebbe esibizioni e contest e ridurrebbe di molto la portata del Festival.
E tutto quello che gli organizzatori chiedono è chiarezza. Se fino a poche settimane fa il festival veniva dato per pronto a partire, con tanto di patrocinio dell’amministrazione comunale, il blocco di oggi pesa come il segnale di una gestione incerta e tardiva. E lascia dietro di sé una domanda molto concreta per commercianti, musicisti e organizzatori: com’è possibile arrivare a metà aprile senza sapere ancora se, come e in che forma potrà partire uno degli eventi più attesi - e ad oggi probabilmente l'unico - del centro storico?
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