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ENOGASTRONOMIA E PROMOZIONE TURISTICA
15 Aprile 2026 - 17:18
La presentazione del Divino etrusco al Vinitaly
Il cuore antico della Tuscia batte forte a Verona. In occasione del Vinitaly 2026, la vetrina internazionale più prestigiosa per il comparto vitivinicolo, la città di Tarquinia ha ufficialmente presentato la ventesima edizione del DiVino Etrusco.
L’evento, ospitato lo scorso 14 aprile all’interno dello spazio espositivo della Regione Lazio, ha delineato i contorni di una rassegna che, anno dopo anno, si è trasformata da festa locale a strumento strategico di marketing territoriale.

L’edizione della maturità: le date e la visione
Il DiVino Etrusco 2026 si articolerà in due lunghi fine settimana: dal 20 al 23 agosto e dal 27 al 29 agosto. Una scelta che punta a destagionalizzare i flussi e a offrire ai visitatori un’esperienza immersiva nel centro storico tarquiniese.
Il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, ha sottolineato con orgoglio il valore politico e culturale della presenza in fiera:
“Essere presenti al Vinitaly con il DiVino Etrusco significa portare Tarquinia in un contesto internazionale di grande prestigio, valorizzando il lavoro delle nostre cantine e la qualità delle produzioni locali. Questa manifestazione rappresenta non solo un evento enogastronomico, ma un vero strumento di promozione del territorio, capace di mettere insieme cultura, storia e sviluppo economico. Il percorso di crescita intrapreso in questi anni dimostra che investire sulla qualità e sulla collaborazione tra istituzioni e produttori è la strada giusta per rafforzare l’identità della nostra città e proiettarla sempre più verso mercati e pubblico nazionale e internazionale”.

Istituzioni e territorio: il supporto di Regione e Arsial
Il panel ha visto una forte sinergia tra amministrazione locale e vertici regionali. Massimiliano Raffa, presidente dell’Arsial, ha rimarcato come l’agenzia sia impegnata nel supportare concretamente le imprese nel loro percorso di crescita, puntando su eventi capaci di raccontare il territorio oltre il semplice prodotto.

Concetto ribadito da Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, che ha celebrato il traguardo del ventennale:
“Il DiVino Etrusco festeggia la sua ventesima edizione, confermandosi una manifestazione capace di crescere nei numeri e nella qualità, valorizzando cantine, vitigni, centro storico e vocazione turistica di Tarquinia. Un appuntamento che racconta identità, tradizione e sviluppo del territorio, con un’attenzione crescente anche al rilancio paesaggistico e produttivo della città”.
Dello stesso tenore l'intervento del consigliere regionale Daniele Sabatini, che ha lodato la continuità e la visione d'insieme del progetto:
“Bene la presentazione del DiVino Etrusco presso il padiglione della Regione Lazio durante il Vinitaly 2026. La continuità dell'evento dimostra come la capacità di unire eccellenze enogastronomiche e marketing territoriale sia un connubio vincente per promuovere al meglio il nostro territorio. Un ringraziamento personale va all'assessore regionale all'Agricoltura Giancarlo Righini, all'intera struttura di Arsial e a tutti i produttori che sono stati partner di una edizione di Vinitaly assolutamente straordinaria. In questo contesto, l'appuntamento di presentazione del DiVino Etrusco ha rappresentato uno dei momenti più iconici ed evocativi, certamente ben augurale per le attività promozionali che verranno svolte a Tarquinia nel prossimo mese di agosto”.
La novità: il dialogo tra Etruria e Magna Grecia
Sotto il profilo tecnico e curatoriale, il DiVino Etrusco 2026 promette di stupire gli appassionati. L'enogastronomo Carlo Zucchetti, mente storica della rassegna, ha svelato l'importante apertura culturale di quest'anno:
“Anche quest’anno il DiVino Etrusco si arricchisce di un dialogo tra territori, ospitando non solo i vini della Dodecapoli Etrusca ma anche quelli provenienti da Sicilia e Calabria, cuore della Magna Grecia. Una scelta che vuole sottolineare il legame storico e culturale tra queste civiltà, accomunate da una profonda tradizione vitivinicola e da una visione condivisa del vino come espressione identitaria dei territori”.
L'appuntamento è dunque fissato per agosto tra le vie di Tarquinia, dove il calice diventerà, ancora una volta, la chiave d'accesso per scoprire anche il patrimonio artistico e paesaggistico della Tuscia.
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