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Sos via della Gabelletta: 81 firme per fermare il degrado e l'alta velocità

Presentata una raccolta firme urgente al sindaco. I residenti denunciano: «Incolumità a rischio tra auto sfreccianti, marciapiedi stretti e fognature scoperte. Non possiamo più aspettare».

Sos via della Gabelletta: 81 firme per fermare il degrado e l'alta velocità

caduta massi via della Gabelletta

Non è più solo una lamentela da vicinato, ma una protesta formale che mette l’amministrazione comunale di Tarquinia davanti alle proprie responsabilità. Via della Gabelletta, snodo vitale per chi raggiunge a piedi il cuore pulsante del centro storico, è diventata una "zona rossa" per la sicurezza.

Ottantuno cittadini hanno protocollato una petizione indirizzata al sindaco Francesco Sposetti, chiedendo un intervento immediato per strappare la via all'abbandono e al pericolo costante.

Un bollettino di guerra quotidiano

Il documento parla chiaro: chi vive o percorre la zona lo fa con il fiato sospeso. A terrorizzare i pedoni è soprattutto l’alta velocità. Nonostante la natura urbana della via, le auto sfrecciano spesso senza controllo. Un dato che, incrociato con la cronaca degli ultimi tre mesi, segnati da numerosi investimenti di pedoni su tutto il territorio comunale, trasforma via della Gabelletta in una bomba a orologeria.

I marciapiedi, laddove presenti, sono definiti dai residenti «estremamente stretti», costringendo chi cammina a sfiorare letteralmente le lamiere dei veicoli in transito.

Tra dissesto e rischi igienici

La lista delle criticità sollevate dai firmatari è lunga e impietosa:

Assenza di segnaletica: Mancano strisce pedonali visibili e cartelli verticali adeguati.

Pericolo frane: Viene segnalata la frequente caduta di massi sulla carreggiata, un rischio diretto per la sicurezza stradale.

Igiene urbana: Il decoro è ai minimi termini, tra verde pubblico incolto e, fatto ancora più grave, fognature non adeguatamente protette che sollevano preoccupazioni di natura sanitaria.

Le richieste: «Più dossi e meno velocità»

I cittadini non si limitano alla denuncia, ma indicano la via per la messa in sicurezza. La petizione chiede l’introduzione di limiti di velocità più stringenti, l’installazione di dissuasori (dossi) e specchi parabolici per migliorare la visibilità negli angoli più ciechi. Fondamentale, inoltre, un piano di manutenzione straordinaria per la pulizia e il ripristino dei tombini e delle barriere protettive.

La parola passa al Comune

«La situazione è diventata insostenibile», spiegano i promotori dell'iniziativa. Il messaggio inviato a Palazzo dell'abbandono è un ultimatum civile: il diritto alla sicurezza e al decoro non può essere messo in secondo piano. La giunta è ora formalmente chiamata ad intervenire per evitare che l'esasperazione dei residenti si trasformi in una protesta ancora più dura.

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