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La crisi

Protesta agricoltori, accuse all’amministrazione: «Zero fondi per il settore»

L’opposizione di Cerveteri critica la sindaca. Intanto il presidio sulla via Aurelia resta in piedi

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CERVETERI – Gli agricoltori non mollano la presa contro i rincari e hanno ricevuto una pacca sulle spalle dalle amministrazioni locali. La sindaca etrusca, Elena Gubetti, ha raggiunto il presidio sulla via Aurelia a Palidoro subendo però le critiche dell’opposizione politica. «Peccato che gli amministratori locali – sostiene Gianluca Paolacci, consigliere comunale - si ricordino degli imprenditori solo quando esprimono il loro dissenso. Nel bilancio di previsione per i prossimi 3 anni questa maggioranza ha stanziato 0 euro per l’agricoltura. Occorre applicare metodi diversi per una ripartenza della filiera».

Se ne esce pubblicamente anche il collega di minoranza Luigino Bucchi. «Direi fuori luogo e fuorviante l’intervento del primo cittadino – accusa il consigliere di Fratelli d’Italia -. Se vuole davvero essere solidale con gli agricoltori inizi con il portare acqua dove serve, ripari le strade mulattiera che attraversano il nostro territorio per tre quarti agricolo e realizzi un mercato coperto dove poter vendere direttamente i prodotti della nostra agricoltura. La solidarietà è anche migliorare la qualità della vita della categoria e di tutti i cittadini. Gli aumenti a cascata li stiamo subendo tutti ma sa bene che non sono dovuti alla politica interna a differenza dei servizi negati».

La sindaca in mezzo ai trattori sulla via Aurelia

Gubetti aveva incontrato i contadini sulla statale affermando di non disporre, come comune, «di strumenti immediati per dare le risposte che attendono», aggiungendo poi come in realtà «manchino i riferimenti regionali e nazionali per ascoltare questa categoria che rappresenta il motore pulsante dell’economia nazionale». La mobilitazione proseguirà ad oltranza da parte degli agricoltori. «Il momento è difficile, i costi per l'agricoltura sono troppo alti, invitiamo il governo ad attuare delle misure forti, non vogliamo che siano palliativi - è quanto sostenuto da Antonio Orlandi - . In questi ultimi anni ci siamo sentiti abbandonati, siamo qui senza sigle, non vogliamo le associazioni di categoria. Pochi fatti fino a oggi, avremmo voluto di più. Le speranze sono state frantumate da parole al vento. Noi così non ce la facciamo». 

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