Ottimo Consiglio
La protesta
02 Aprile 2026 - 17:57
CERVETERI – L'aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione aggravato dalle tensioni internazionali e dalla guerra Iran, sta mettendo in seria difficoltà anche il comparto agricolo locale.
Una crisi che non risparmia gli agricoltori etruschi, già alle prese da anni con margini sempre più ridotti e condizioni di mercato instabili.
I rincari sono alle stelle e gli imprenditori cerveterani, assieme ai colleghi di altre località, sabato mattina si raduneranno sulla via Aurelia, a Torrimpietra, per farsi sentire ancora una volta.
«Tutto ci sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane – sostiene un produttore locale -, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo per conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese».
Agricoltori, quindi, determinati a scendere in strada. Si prevede la presenza di trattori, simbolo di una mobilitazione ampia e compatta. Una dimostrazione visibile della difficoltà del settore e della volontà di ottenere risposte concrete.
«Noi lottiamo per i nostri figli, ma non solo – afferma Giuseppe De Angelis -. Vogliamo dare salute e genuinità al consumatore finale. Così, in base alle condizioni del momento, siamo costretti a fare un passo indietro, non riusciamo più a sostenere spese troppe alte».

Una protesta di due anni fa sulla statale a Torrimpietra
Alla protesta si riuniranno i contadini che vanno da Tarquinia a Maccarese: dovrebbero esserci almeno un centinaio di trattori. A loro fianco anche Gianluca Maria Paolacci, consigliere comunale cerite.
«Solidarietà e vicinanza – sostiene - sono alla resa, ho tanti amici agricoltori. Dobbiamo stargli vicini, più siamo tanti più chi governa può fare qualcosa per fargli avere degli sgravi. Continuare su questa strada, significa mettere a rischio il futuro agricolo del nostro territorio».
E anche il carrello della spesa è diventato sempre più caro, soprattutto quando si tratta di acquistare frutta e verdura. E le famiglie si ritrovano in grandi difficoltà.
Dalle mele alle zucchine, passando per insalata, pomodori e carciofi, i prezzi continuano a salire vertiginosamente, spinti da una combinazione di fattori, l’ultimo dei quali è il rincaro sulla nafta e il trasporto.
Per mandare avanti le rispettive imprese si fa davvero fatica, così come nello spiegare ai clienti più affezionati il perché degli inevitabili ritocchi ai prezzi che salgono sempre di più. Un equilibrio delicato, che rischia di rompersi se non arriveranno interventi concreti e tempestivi.
La protesta di sabato rappresenta quindi non solo una richiesta di aiuto, ma anche un segnale forte: senza un sostegno adeguato, il settore agricolo locale rischia di entrare in una crisi ancora più profonda, con ripercussioni sull’economia e sull’occupazione.
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