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La crisi

Gasolio alle stelle, paga anche l’agricoltura: «Rincari del 30%»

I produttori delle campagne di Ladispoli e Cerveteri lanciano l’allarme

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CERVETERI - Il rincaro vertiginoso del gasolio agricolo sta mettendo in ginocchio le imprese del territorio. Sotto pressione agricoltori e produttori, da Cerveteri e Ladispoli la preoccupazione si fa seria.

Il conflitto in Iran ha generato un balzo del costo del greggio che, purtroppo, grava nei consumi delle realtà agricole che hanno registrato aumenti dei costi, non solo sul litorale e nel Lazio, dai 200 fino ai mille euro ettaro al mese, se non di più, a seconda delle colture e della dimensione aziendale.

A pagare, di conseguenza, sono cittadini e clienti dei mercati e dei market dove il prezzo della frutta e della verdura non è rimasto invariato, tutt’altro. E ciò pesa sull’economia familiare.

«La questione che più incide – evidenzia Mara Zani, agricoltore di Ladispoli – è l’aumento del gasolio agricolo. Ma i rincari riguardano ogni cosa: la plastica, i concimi, le cassette, l'energia. È una conseguenza».

Ad aprile scatterà la Sagra del Carciofo di Ladispoli

Al fianco dei contadini, promotore di battaglie contro i rincari, è Riccardo Milozzi, ex presidente Cia Roma, attualmente responsabile dell'agricoltura della Lega per Salvini. «C'è stato un innalzamento dei costi pesante, partendo dal gasolio agricolo, aumentato del 30% - afferma -. Per non parlare degli antiparassitari, concimi ed energia. Già prima del conflitto in Iran, eravamo sul filo del rasoio, ora siamo nel pieno di una crisi nera, senza via di uscita. Il territorio vanta un settore fiorente della zootecnia, anche per questo comparto ci sono problemi. Il latte di bovino, bufala e il grano sono a ribasso, significa che i costi di produzione sono più alti dei ricavi. Stiamo parlando di numeri antecedenti la guerra, se pensiamo a oggi siamo al collasso. Raccolgo ogni giorno il malcontento degli agricoltori: il Governo intervenga con misure di sostegno forti, partendo dalla riduzione delle accise».

Si fa sentire anche la politica locale cerite. «Ovviamente siamo a fianco degli agricoltori nostrani – risponde il consigliere comunale, Gianluca Maria Paolacci -, non solo ora, ma da quando protestano contro le azioni del Parlamento Europeo. I rincari riguardano concimi, fertilizzanti e gasolio in primis. Alle Due Casette, la patria dell'agricoltura etrusca, si registra un malcontento per i costi troppo elevati. Cerchiamo di aiutare chi coltiva la terra, sarebbe giusto che l'amministrazione comunale facesse da megafono per invitare i cittadini ad acquistare frutta e ortaggi locali, in modo tale da contribuire nel tentativo di dare ossigeno a chi fa un lavoro sano, onesto, ne va della sostenibilità economica territoriale».

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