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Montalto di Castro, viola il divieto di ritorno e occupa una casa: arrestato 24enne

Durante la perquisizione seguita al fermo, i militari hanno rinvenuto circa 1,14 grammi di eroina

Montalto di Castro, viola il divieto di ritorno e occupa una casa: arrestato 24enne

Carabinieri

Un tentativo di occupazione abusiva finito in manette. Nella mattinata del 23 marzo, i Carabinieri della stazione di Montalto di Castro hanno arrestato in flagranza un cittadino straniero di 24 anni, sorpreso all’interno di un’abitazione privata.

Il blitz e la dinamica

L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione di intrusione giunta alla Centrale Operativa della Compagnia di Tuscania. Una volta sul posto, i militari hanno accertato che il giovane, già noto alle forze dell’ordine, era riuscito a entrare nell’appartamento dopo aver danneggiato la porta finestra della camera da letto. L’obiettivo, secondo quanto ricostruito, era quello di stabilirsi abusivamente nell'immobile.

Una posizione aggravata

Oltre ai reati di violazione di domicilio e danneggiamento, la situazione del 24enne si è aggravata per motivi di ordine pubblico. Il giovane è infatti risultato inottemperante a un divieto di ritorno nel comune di Montalto di Castro (della durata di due anni) emesso precedentemente dalla Questura di Viterbo.

Il ritrovamento della droga

Durante la perquisizione seguita al fermo, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 1,14 grammi di eroina. Per questo motivo, oltre alle accuse penali, è scattata la segnalazione alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

L'arrestato è stato condotto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Tuscania, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L'episodio conferma la prontezza dell'intervento dei Carabinieri nel presidio del litorale e nel contrasto ai reati contro il patrimonio.

PRESUNZIONE DI INNOCENZA

L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

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