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Dall’evoluzione urbana ai segreti del costume medievale: fari accesi sul Palio dell’Anello

Grande partecipazione per la prima conferenza sull'evento di rievocazione

Dall’evoluzione urbana ai segreti del costume medievale: fari accesi sul Palio dell’Anello

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 Non una semplice lezione di storia, ma un vero e proprio viaggio nel tempo che ha registrato il tutto esaurito. Sabato 28 marzo, la biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” ha ospitato il primo appuntamento del ciclo di incontri promosso dal Comune di Tarquinia per preparare la cittadinanza al ritorno del Palio dell’Anello.

L’evento ha visto una partecipazione attenta e numerosa, segno di una comunità che desidera riappropriarsi della propria identità e delle proprie tradizioni medievali.

L’evoluzione della città: tra Terzerie e nuovi quartieri

Ad aprire i lavori è stata la storica Sabina Angelucci, che ha tratteggiato con precisione l’evoluzione urbanistica della Corneto medievale. Attraverso il racconto di vicoli e scorci, la Angelucci ha spiegato come la città sia cresciuta dinamicamente, partendo dalle antiche terzerie di Valle e Poggio per poi espandersi verso Castello e Castro Nuovo. Una trasformazione che non è solo architettonica, ma specchio dei cambiamenti sociali ed economici dell'epoca.

Il linguaggio degli abiti: status e simbologia

Il focus si è poi spostato sull’aspetto visivo e antropologico grazie alla storica Elisabetta Gnognera. Il suo intervento ha svelato i segreti del costume d’epoca, spiegando come ogni dettaglio – dalla scelta delle stoffe pregiate al taglio dei mantelli, fino alla foggia delle calzature – non fosse casuale. I colori, in particolare, fungevano da vero e proprio “codice fiscale” del tempo, raccontando lo status sociale, il ruolo professionale e l'appartenenza a specifici riti o tradizioni.

Le voci delle istituzioni

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla cultura Roberta Piroli, che ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa: “Conoscere la propria storia significa diventare protagonisti consapevoli di una narrazione collettiva che parla di territorio e appartenenza”.

Sulla stessa linea il presidente del consiglio comunale, Alberto Blasi, che ha voluto rendere omaggio al lavoro delle Contrade: “È grazie al loro impegno condiviso che questo percorso prende forma. L’Amministrazione crede fermamente che la tradizione possa diventare un potente motore di sviluppo e valorizzazione per tutta Tarquinia”.

Un percorso condiviso

La serata ha visto la presenza di numerosi esponenti dell’associazionismo locale e dei rappresentanti delle contrade, confermando che il Palio dell’Anello non sarà solo un evento sportivo o coreografico, ma un progetto corale di recupero storico. Il cammino verso la rievocazione è solo all'inizio: i prossimi appuntamenti continueranno a scavare nella memoria di Tarquinia per restituire ai cittadini l’orgoglio delle proprie origini.

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