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Amianto e alberi tagliati, il Comitato promette battaglia

Tra proteste e denunce: amianto scoperto nel chiosco, accuse al sindaco Piendibene e ricorso al Tar dopo l'abbattimento dei dodici alberi

Amianto e alberi tagliati, il Comitato promette battaglia

Il cantiere di piazza Regina Margherita

Dopo l’abbattimento dei dodici alberi di piazza Regina Margherita, consumato la scorsa settimana tra sit-in, tensioni e proteste, il Comitato non arretra e rilancia sul doppio fronte dell’amianto e della battaglia legale. Nel mirino finiscono ora il vecchio chiosco bonificato sabato mattina e le responsabilità politiche sulla gestione dell’area di cantiere.

Sia Andrea Palmieri sia Roberta Galletta, anche durante una trasmissione su un’emittente cittadina, hanno parlato della presenza di amianto come di una “bomba ecologica”. E, secondo quanto sostiene il Comitato, subito dopo quelle denunce il materiale sarebbe stato rimosso “in fretta e furia”. In un video diffuso sui social, Galletta sostiene che il chiosco con amianto fosse rimasto per mesi in piena zona centrale e che, dopo il ritrovamento di fine dicembre e le ordinanze di gennaio per la rimozione, non sarebbe stato dato seguito tempestivo alla bonifica. Da qui l’accusa politica più pesante rivolta al sindaco Marco Piendibene, indicato come primo responsabile di una situazione definita gravissima. Sempre Galletta sostiene che, mentre sugli alberi si sarebbe intervenuti con urgenza, sul casottino no.

Sul fronte del verde, la posizione del Comitato resta netta: alcuni alberi, secondo i contestatori, andavano tagliati, ma non dodici. E la partita, nonostante le motoseghe abbiano già cambiato il volto della piazza, è tutt’altro che chiusa. Come emerge anche dalla locandina diffusa in queste ore, è in corso una raccolta per sostenere le spese legali del ricorso al Tar e degli esposti. Il Comitato insiste su alcuni punti: gli abbattimenti sarebbero stati programmati prima della perizia, diverse ceppaie si sarebbero rivelate sane o curabili, sarebbero stati abbattuti alberi con nidi attivi e non sarebbe stata tenuta in considerazione la volontà dei cittadini. L’obiettivo, adesso, è fare piena luce su una vicenda che continua a dividere la città.

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