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Alberi del mercato, il Pincio tira dritto: motoseghe in azione all’alba

Taglio dei lecci: tensione tra presidio e operai, restyling da 3 milioni con il Pnrr, promesse di ripiantumazione contestate e ricorsi legali

Alberi del mercato, il Pincio tira dritto: motoseghe in azione all’alba

Non c’è stato nulla da fare. Dopo la giornata di tensione di ieri, a Piazza Regina Margherita è iniziato il taglio degli alberi. Poco dopo le 7.30 gli operai della ditta incaricata hanno avviato le operazioni intervenendo sui primi rami dei lecci all’interno dell’area di cantiere, mentre sul posto continuano a rimanere alcuni cittadini e i componenti del Comitato Salviamo gli Alberi, ancora in presidio pacifico contro l’abbattimento.

Si entra così nella fase più delicata e divisiva di una vicenda che da mesi spacca la città, tra il restyling da circa 3 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, il nodo sicurezza, le perizie contestate, le raccolte firme e le proteste. La linea del Pincio, però, resta immutata: secondo il Comune gli alberi sarebbero compromessi e il via libera all’abbattimento sarebbe stato formalizzato nel tavolo tecnico con la Soprintendenza. Il cronoprogramma prevede ora 30 giorni lavorativi per completare il taglio.

Il dato più pesante resta quello già emerso nei giorni scorsi: dei 16 alberi presenti in piazza, soltanto 2 sarebbero destinati a salvarsi. In compensazione, Palazzo del Pincio ha annunciato la ripiantumazione di 12 lecci nello stesso spazio e di circa 60 in altre zone della città. Ma è proprio su questo punto che il Comitato continua a battere, sostenendo che del progetto di ripiantumazione “non ci sarebbe traccia” negli atti e che, essendo questo passaggio una condizione indispensabile per procedere, l’avvio dei lavori resterebbe viziato da irregolarità.

Intanto sulla vicenda si muove anche il fronte legale. Risultano un esposto presentato da Roberta Galletta e Simona Ricotti e un accesso agli atti alla Soprintendenza. Il Comitato fa sapere di essere pronto a proseguire con altre azioni legali, mentre la piazza – già ferita da mesi di stallo, transenne e degrado – vede ora consumarsi il passaggio più contestato: il taglio degli alberi secolari, tra motoseghe, presidio e un mercato che continua a pagare il prezzo più alto di tutta questa storia. Non si esclude nei prossimi giorni la chiusura di alcuni banchi intorno alla piazza per una questione di sicurezza legata all'abbattimento.

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