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Celebrata a Viterbo la prima festa commemorativa dell’istituzione del corpo nazionale vigili del fuoco

Caprarelli: «Essere sempre lì dove serve»

87 anni di storia al servizio dei cittadini tra pronto intervento e soccorso, tracciati dal comandante provinciale

Caprarelli: «Essere sempre lì dove serve»


«Lì dove serve». Il comandante provinciale di Viterbo Mauro Caprarelli ha citato il motto che accompagna la celebrazione della prima festa dell’istituzione del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Slogan che esplicita la loro mission: soccorso tecnico e vicinanza ai bisogni della popolazione.
La data del 27 febbraio ufficializza per la prima volta una giornata commemorativa unificata su tutto il territorio nazionale. Mentre finora le celebrazioni venivano svolte in date diverse nei diversi Comandi. Una frammentazione ora superata e i modelli operativi e le dotazioni sono comuni a tutti i territori.
Nella nuova sede di Viterbo, inaugurata ufficialmente il 12 febbraio, la cerimonia si è aperta con la deposizione della corona d'alloro presso la stele in memoria dei caduti in servizio. Tra cui Paolo Garofalo, a cui la caserma provinciale è intitolata. Presenti all’evento, tra gli altri, il prefetto Sergio Pomponio, il vescovo Orazio Francesco Piazza, l’assessore Giancarlo Martinengo in rappresentanza del Comune, Francesco Ciarlanti per la Provincia, il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi e i vertici delle forze dell’ordine. Dopo la lettura dei messaggi di saluto inviati dal capo del corpo nazionale Eros Mannino, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha preso la parola il prefetto. Nel suo intervento, Pomponio ha sottolineato in particolare, oltre all’altruismo, all’abnegazione e allo spirito di servizio, due caratteristiche del corpo dei vigili del fuoco di Viterbo: «la tempestività nell’intervenire nei luoghi dove necessita la loro opera e la capacità di pianificazione e programmazione, fondamentale anche nell’ambito della prevenzione». Ricordando poi il caso, assurto agli onori della cronaca nazionale, delle operazioni di ricerca dell'uomo scomparso a Calcata, poi rinvenuto cadavere. Il comandante Caprarelli ha voluto ripercorrere il percorso normativo con cui, dopo la soppressione dei corpi dei civici pompieri gestiti dai Comuni e la loro unificazione a livello provinciale avvenuta tra il 1935 e il 1936, fu ufficialmente istituito con regio decreto del 1939 il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, posto alle dirette dipendenze del ministero dell’Interno. Sottolineando anche l’introduzione, nel 1938, della denominazione “vigile del fuoco” al posto di quella fino ad allora in uso di “pompiere”. Dopo gli interventi, i vigili del fuoco hanno dato prova delle loro capacità operative con alcune dimostrazioni pratiche. Nel cortile della caserma si sono cimentati con una bombola in fiamme, in un'azione con autoscala e lettiga per soccorrere un ferito a diversi metri di altezza e in un intervento che prevedeva l’uso di un casco con autorespiratore per i casi in cui si teme la presenza di radiazioni o esalazioni nocive. Poi il gran finale: tre vigili del fuoco hanno proceduto allo srotolamento, dal “castello’” delle esercitazioni, di una bandiera tricolore lunga 15 metri. Sono poi state consegnate le croci di anzianità agli operatori con 15 anni di servizio e i diplomi di lodevole servizio, insieme a una piccola piccozza, ai vigili a riposo. Il tutto sotto lo sguardo attento e rapito di una mascotte: Vittorio, un bimbo di un paio d’anni, in divisa da vigile del fuoco.

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