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Caso Hassan Sharaf, confermata la condanna dell’ex direttore del carcere

Due mesi e 20 giorni per omissione d’atti d’ufficio ma ribadita l’assoluzione per omicidio colposo

Caso Hassan Sharaf, confermata la condanna dell’ex direttore del carcere

Sul caso Hassan Sharaf, detenuto morto a 21 anni, la corte d’appello ha confermato la condanna per omissione di atti d’ufficio per Pierpaolo d’Andria, ex direttore del carcere di Viterbo.

Il ragazzo era stato trasferito nel carcere di Mammagialla nel 2017, nell’estate dell’anno dopo era stato sanzionato con 15 giorni di isolamento per essere stato trovato in possesso di un cellulare e medicinali non autorizzati. È durante il periodo dell’isolamento che si è impiccato con un asciugamano legato alla finestra della cella. Trovato ancora in vita, è stato trasferito all’ospedale di Belcolle dove è morto dopo una settimana in coma.

Il 27 marzo dell’anno scorso il gup di Viterbo aveva assolto D’Andria dall’accusa di omicidio colposo. Decisione che è stata impugnata dalla procura generale che puntava invece su una condanna per omicidio colposo.

La corte d’appello ha ribadito la sentenza del tribunale di Viterbo confermando la condanna a due mesi e venti giorni, con sospensione della pena, per omissione di atti d'ufficio e l’assoluzione per omicidio colposo.

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