Il caso
27 Gennaio 2025 - 23:30
25 Febbraio 2026 - 23:20
«Ancora pochi giorni e in molte città e borghi del nostro Paese i trattori torneranno a sfilare sulle strade e nelle piazze per testimoniare le immutate e forse accresciute difficoltà economiche degli agricoltori. Se quindi non ci sono stati quei mutamenti rapidi e profondi nei quali molti di noi avevano sperato, dobbiamo però rimarcare una dinamica politica nuova e rilevante che si oggettiva nella posizione assunta dal governo e dall’attenzione che gran parte del mondo politico rivolge nei nostri confronti. Un cambiamento in atto forse dovuto alle mobilitazioni dello scorso anno e all’azione, spesso oscura, di chi lavora quotidianamente a tutela degli agricoltori italiani. C’è quindi una nuova sensibilità, ben evidente in Italia e in Europa, che riscontriamo su temi che fino a poco tempo fa erano tabù». Così il presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti Remo Parenti.
Il vento pare soffiare da altri quadranti, insomma, e da qui si deve ripartire, scegliendo gli obiettivi e le modalità delle prossime dimostrazioni più coerenti possibile con la realtà delle cose. È necessario fare tesoro degli errori che lo scorso anno furono commessi. La mancanza di una vera strategia, la confusione nelle direttive e nella scelta degli obiettivi, la litigiosità, un’eccessiva frammentazione, i personalismi, sono stati fattori che hanno condizionato e limitato la portata di un movimento di protesta coraggioso, ricco di energia e aspirazioni.
Si deve essere consapevoli di quello che si vuole ottenere, capire il contesto nel quale ci si muove, avere idee chiare e precise dello spazio di manovra a disposizione, anche in considerazione delle circostanze che, peraltro, possono sempre diventare imprevedibili.
Confagricoltura Viterbo Rieti - prosegue Parenti - auspica la costituzione di un unico coordinamento provinciale, democratico, aperto a tutte le forze del mondo agricolo, capace di confrontarsi sia al suo interno sia con l’esterno e in grado di capire chi può essere amico e aiutarci e chi, al contrario, continua a penalizzare e sfruttare il nostro lavoro. Confagricoltura appoggerà i presidi e le eventuali manifestazioni, lasciando come sempre liberi i suoi agricoltori di decidere se partecipare o meno ad esse. Siamo convinti che la nuova politica agricola italiana ed europea sarà diversa dalla precedente e a noi più favorevole, ma sappiamo anche, con sano realismo, che spesso le parole non si accompagnano ai fatti. Una nuova testimonianza, intelligente, civile, compatta - conclude - può servire ad abbreviare e magari a chiudere questo lungo periodo di sofferenze per tutti coloro che vivono di agricoltura e per l’agricoltura».
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