Il fatto
20 Ottobre 2024 - 07:00
25 Febbraio 2026 - 09:08
Olive e delle castagne, vigneti ormai inesistenti nella Tuscia e nocciole dimezzate. È il bilancio generale che fa Tonino Monfeli, leader del movimento degli agricoltori che è stato in protesta per mesi con il presidio fisso davanti il casello dell’autostrada di Orte, commentando l’andamento della vendemmia e dell’olivicoltura di quest’anno.
«Soprattutto nella parte bassa della Tuscia – dice Tonino Monfeli - i vigneti sono stati praticamente azzerati. La stagione della raccolta delle olive, invece, si preannuncia buona per la quantità con un’ottima qualità del prodotto. È invece una situazione drammatica il raccolto delle nocciole, che è stato inferiore alle aspettative di quasi il 50% oltre a una qualità pessima delle stesse nocciole».
Il grido d’allarme di Monfeli, quindi, è allargato a tutto il comparto agricolo, sotto attacco da ogni direzione: concorrenza a basso prezzo extracomunitaria, legislazione europea “ostile”, cambiamento climatico e azioni del governo di sostegno ritenute ancora insufficienti. Insieme a questi fattori anche altri come la cimice asiatica «Questo patogeno ha decimato i raccolti – conclude Monfeli – chi non lo ha combattuto per tempo non ha raccolto quasi nulla. Con il tempo siamo passati dalla siccità alle piogge: c’è chi vende a 30-50 centesimi al chilo mentre il prezzo sarebbe di 3 euro al chilo».
«La vendemmia è stata fatta prima che iniziasse a piovere – replica il presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti Remo Parenti – e questo ha impedito al tempo di danneggiare la qualità dell’uva, bassa quantità quindi ma buona qualità. Le olive sono tutto sommato in buona quantità, ma la raccolta è iniziata a rilento per le rese bassissime date delle piogge. Un grosso olivicoltore parla di preoccupazione perché la resa di un quintale di olive è solo di 5-6 litri di olio. La resa al di sotto di 10 litri è insufficiente. La qualità, però, sarà alta, perché le olive raccolte presto sono piene di polifenoli». Parenti poi spiega che «i prezzi dell’uva e dell’olio sono ancora prematuri prevederli e le rese basse porteranno a una raccolta diversa del solito con autunno caldo ma con forti piogge e mercato modificato: le olive si raccoglievano a dicembre una volta».
Sergio Del Gelsomino, presidente di Cia Viterbo, conferma che «la vendemmia è stata terminata, la stagione è stata ottima sia in qualità che in quantità, il bel tempo ha permesso di avere un prodotto di altissima qualità. Per le olive sono iniziate le varietà più precoci, i punteggi non sono alti perché la raccolta è iniziata ora e, la pioggia, sta facendo ingrossare le drupe che fanno rallentare il raccolto e abbassare la resa. Anche per le olive si prevede, però, un’ottima qualità anche quest’anno».
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