Racconti dell'aria
L’emergenza a San Nicola. Una residente: «Per cinque giorni costretti a vivere in questo modo»
17 Luglio 2024 - 09:00
24 Febbraio 2026 - 18:42
LADISPOLI – «Siamo rimasti per giorni e giorni intrappolati in casa per colpa dei liquami in strada». L’allarme dei residenti scatta nella frazione di Marina San Nicola dove in via del Sagittario i tombini sono esplosi di fronte ad un’abitazione di turisti. Non certo una situazione facile con cui convivere con queste temperature infernali. E dopo l’appello disperato è arrivato il sopralluogo della Capitaneria di porto che ha attivato subito Acea. Ma non è stato facile per una famiglia in particolare. «Oltre ad assorbenti, carta igienica, purtroppo anche escrementi – testimonia una signora - prima accadeva solo con il temporale, ora in piena estate con le temperature altissime. L’altra mattina con mia figlia non siamo potute uscire dal cancello di casa per non finire sopra quest’acqua putrida». Le prime segnalazioni erano scattate giovedì 11. «Il Consorzio ci ha detto che non può fare nulla, il Comune di Ladispoli che la manutenzione spetta ad Acea. Il centralino di Acea ci ha risposto già giovedì ma lunedì e ancora non si vedevano risultati. Ci siamo attivati con carabinieri e polizia, alla fine ci siamo rivolti anche alla polizia locale che ha effettuato un sopralluogo. I liquami hanno raggiunto il mattonato del giardino. Si possono creare problemi seri di igiene. Coinvolgerò anche l’Asl se necessario e un avvocato. Il bello è che a San Nicola dovrebbe splendere tutto, e invece viviamo in questo modo». La rete fognaria sarebbe desueta da svariati anni ma la situazione ora è davvero peggiorata e per una residente in particolare è diventata un vero e proprio incubo. Fortunatamente per chi vive in via del Sagittario è intervenuta la guardia costiera che, agli ordini del comandante Cristian Vitale, ha attivato immediatamente Acea e anche un autospurgo per far tornare la situazione alla normalità. Compito delle autorità marittime ora sarà quello di capire se queste acque reflue siano convogliato in un corso d’acqua e poi a mare. In questo caso le indagini prenderebbero una piega diversa.
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