Il caso
04 Maggio 2024 - 17:07
24 Febbraio 2026 - 08:16
Il primo quadrimestre del 2024 è caratterizzato da una sensibile crescita dall’attività dei carabinieri sul fronte della violenza di genere. A seguito anche di chiare indicazioni al riguardo proveniente direttamente dal Comando generale dell’Arma a seguito anche delle recenti disposizioni di legge, sono state improntate ben precise modalità operative contrastare tale forma di violenza e assicurare interventi tempestivi.
In caso di segnalazioni di “episodi di maltrattamenti, violenze e atti persecutori nei confronti di vittime vulnerabili”, è fondamentale, secondo quanto spiega l’Arma, “un'accurata e tempestiva gestione degli interventi”: ogni segnalazione infatti deve essere “gestita, fin dal primo momento, con la massima attenzione, con adeguata sensibilità e nella piena osservanza delle procedure stabilite”.
Sulla base di ciò in provincia di Viterbo i carabinieri hanno dato massima priorità al fenomeno e dall’inizio dell’anno sono intervenuti su ben 57 episodi di maltrattamenti in famiglia, di cui 3 si sono raffigurante violenze sessuali anche su minori, oltre ad aver raffigurato 20 atti persecutori da parte di mariti o ex compagni, per un totale di 77 interventi nel quadrimestre (in alcuni casi commessi più volte dagli stessi autori in danno delle stesse vittime), con una media di quasi 2 ogni 3 giorni.
I numeri fanno riflette, poiché l’azione parte dei militari ha permesso di trarre in arresto 11 persone, denunciare in stato di libertà altre 61, di cui 7 allontanati dalla casa familiare e 11 colpiti provvedimenti di avvicinamento alle vittime.
In alcuni casi il reiterarsi di condotte vessatorie ha portato anche all’arresto di persone, ex mariti o ex fidanzati, che dopo l’emissione di un provvedimento di allottamento della casa familiare o del di avvicinamento della parte offesa continuavano tuttavia a persistere nell’azione vessatoria ai danni delle vittime, fino a giungere per l’appunto all’arresto ed alla traduzione in carcere.
Le tipologie di interventi cui hanno saputo dar risposta i militari sono molteplici e differenti tra di loro. Addirittura in un caso la vittima che è stata soccorsa è stata una madre che da diverso tempo subiva maltrattamenti di natura fisica e psicologica da parte del figlio dedito all’abuso di alcool, anch’egli allontanato dalla casa familiare con applicazione del dispositivo del braccialetto elettronico.
I carabinieri del Comando provinciale sensibilizzano sempre le donne vittime di violenza o chiunque a conoscenza diretta di gravi situazioni a denunciare tali fenomeni e di rivolgersi ai presidi dove sicuramente troveranno risposte efficaci alla richiesta di aiuto da parte di tutti i cittadini.
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