Racconti dell'aria
Il militare lavorava presso la stazione di S. Marinella nel momento in cui venivano eseguite le intercettazioni negli uffici comunali
04 Ottobre 2023 - 06:00
04 Dicembre 2025 - 18:26
SANTA MARINELLA - Nell’ambito dell’inchiesta “Tidei gate” la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha acquisito anche il computer di un carabiniere che lavorava presso la stazione di Santa Marinella nel momento in cui venivano eseguite le intercettazioni negli uffici comunali.
Il sospetto degli inquirenti è che il militare, che oggi sarebbe in servizio altrove sul litorale, dopo essere stato sospeso dal lavoro per altre motivazioni, possa avere nel suo pc gli ormai famosi filmati degli incontri a “luci rosse” del sindaco Pietro Tidei all’interno del municipio.
Sulla vicenda vige il massimo riserbo, ma sembrerebbe che anche il carabiniere sia stato iscritto sul registro degli indagati e che il suo pc - anche se questo aspetto al momento non ha trovato conferma - sia stato sequestrato a casa della sorella di Angeletti, ex poliziotta, alla quale il consigliere comunale aveva già ammesso di aver copiato i file per avere un aiuto nelle indagini difensive.
Inoltre, il procuratore capo facente funzioni Alessandro Gentile avrebbe già ascoltato anche altri militari dell’Arma dei carabinieri, anche loro a quanto pare sospettati di essere in possesso dei filmati hot del primo cittadino.
Resta il fatto, però, che quelle intercettazioni sono comunque uscite ufficialmente dalla Procura, nel momento in cui il difensore del consigliere comunale Roberto Angeletti, indagato nell’indagine madre sulla tentata corruzione, le hanno chieste quando l’inchiesta è stata chiusa. Quello che non si capisce però, è se prima di fornire tutto quel materiale ai difensori, sia stata fatta la prevista cernita degli audio e dei video che non erano utili all’indagine, così come di certo non lo erano i filmati dove Tidei si intratteneva con le donne in Comune.
L’impressione è che non sia stata fatta quella che tecnicamente viene definita “udienza stralcio”, ovvero dove vengono visionate, scelte e poi distrutte, in accordo con tutte le parti, quelle intercettazioni non ritenute utili ai fini dell’inchiesta, che ora è stata fissata davanti al gip nel prossimo mese di novembre.
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