Racconti dell'aria
01 Settembre 2023 - 01:00
04 Dicembre 2025 - 12:20
CLARISSA MONTAGNA, FABIO BERETTA
FIUMICINO - «Urge porre fine all'insensata guerra mondiale alla casa comune». Nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, le parole pronunciate da Papa Francesco pochi giorni fa nell'annunciare la data dell'aggiornamento della sua enciclica Laudato Si', tornano prepotentemente alla ribalta. E se si parla di cura del pianeta, guardando ai tanti problemi ambientali che affliggono la città di Fiumicino quello dei relitti sul Tevere la fa da padrone.
Oggi, dunque, una domanda sorge spontanea: a che punto siamo con la rimozione della Franca Real? I lavori di demolizione e smaltimento della nave fantasma, per anni ormeggiata a ridosso del Ponte 2 Giugno, proseguono. L'imbarcazione, infatti, non c'è (quasi) più. Lo smantellamento è giunto alla sua fase finale dove è rimasta l'ultima parte dello scafo, che dovrà essere trasferito in un cantiere per finire le operazioni.
Ma questo lo avevamo già scritto settimane fa, quando, accompagnati dagli addetti ai lavori, avevamo visitato il cantiere in pieno svolgimento, constatando come quella nave, che ora lentamente svanisce sotto gli occhi dei gabbiani, mentre era ancorata all’argine del Tevere, divorata dalle muffe e dalla ruggine, sia stata effettivamente la dimora di chi oggi ha perso tutto. Diverse voci giravano per la città sull’argomento: «Ci dormono i barboni“, “Ce stanno gli stranieri là dentro de notte».
Persone, prima ancora che barboni o stranieri, che, costrette dalla vita, si sono ritrovate senza nulla. E nella Franca Real avevano trovato una piccola casa.
«Qui qualcuno sicuramente ci veniva a mangiare. Abbiamo trovato piatti, bicchieri, posate. Ma non quelli usati dalla nave. Si vedeva che erano recenti, c’erano ancora gli avanzi», ci avevano raccontato gli operai. Parole che fanno riflettere: un relitto puzzolente usato come una sorta di rifugio di fortuna. E se si considera che, prima dell’inizio dei lavori non c’è mai stato nulla che impedisse l’accesso, nonostante la pericolosità del relitto, immaginare la Franca Real, da tutti descritta – giustamente – come un grande rischio per la città tutta, come ricovero per clochard risulta difficile.
A giugno ci era stato detto che entro Ferragosto, i lavori sarebbero stati completati del tutto. Ferragosto, però, è passato da due settimane e lo scafo è ancora lì sulle acque. Cosa si sta aspettando? «Come da cronoprogramma - ha spiegato il comandante Massimo Guarneri, della Guardia Costiera, ente che sta seguendo passo passo l'andamento del cantiere - abbiamo eliminato tutte le parti dell'imbarcazione. Dobbiamo ora sollevare lo scafo e trasportarlo presso un cantiere di Fiumicino. Congiuntamente alla società che si sta occupando dei lavori, stiamo verificando quale società sia più idonea a poter effettuare l'alaggio con le gru. Una volta a terra, verrà tagliata la parte finale dello scafo e si potrà ultimare l'intervento».
«Nel mese di agosto - sottolinea Guarnieri -, oltre ad un breve periodo di sosta estiva, c'è stato un fermo dovuto all'eliminazione di una parte del motore, per rendere la parte restante dell'imbarcazione ancora più leggera e pronta per il sollevamento. Prosegue intanto la valutazione di alcune proposte relative alle gru idonee a completare l'opera».
Bisognerà pazientare, quindi, ancora un po' per vedere la fine di un’operazione che, lo ricordiamo, è a costo zero per Istituzioni locali e del tutto green. La ditta che opera la demolizione del relitto, infatti, recupererà tutto il ferro e il materiale riciclandolo. Tutto sarà portato in fonderia e avrà nuova vita. Anche i cavi elettrici saranno differenziati. L'auspicio è che quella porzione di banchina possa tornare - presto - libera.
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