l'almanacco civitavecchiese
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Ottimo Consiglio
Racconti dell’aria
22 Aprile 2013 - 09:49
28 Novembre 2025 - 06:45
TARQUINIA - Il Polo civico di Civitavecchia torna a proporre la candidatura di Tarquinia quale sede giusta per il terzo scalo del Lazio. Ieri il segretario Alvaro Balloni ha scritto una lettera al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo per esporre tutte le ragioni che renderebbero merito alla scelta della cittadina etrusca quale miglior sede per il nuovo aeroporto.
Nel contesto di un diverso assetto del trasporto aereo nazionale, ancora in via di definizione, si va infatti sviluppando da tempo una rimodulazione di quello regionale, che vorrebbe Fiumicino riservato alle rotte intercontinentali e internazionali di maggior traffico, Ciampino ai voli charter, e un terzo scalo da realizzare in una sede regionale, ancora da individuare, ai low cost. "Circa il terzo aeroporto - scrive il Polo civico di Civitavecchia - non sembra che il meridione del territorio laziale, per le evidenti difficoltà di comunicazioni, possa ragionevolmente aspirare ad ospitare l’impianto. Per operare una scelta adeguata noi riteniamo vada considerata una verità di scontata evidenza, che cioè da decenni alla globalizzazione dell’economia corrisponde l’evoluzione intermodale dei trasporti nel quale a strada, ferrovia e nave si aggiunge con sempre maggior frequenza l’aereo ai fini della circolazione di mezzi e persone. Sosteniamo, e non è la prima volta, che tale infrastruttura debba essere costruita laddove giova a creare delle interconnessioni dei diversi mezzi di comunicazione e trasporto già esistenti. E perciò affermiamo che lo scalo aereo a Tarquinia entrerebbe in stretta relazione con il porto e le autostrade del mare, con la strada statale Aurelia e l’autostrada, con la trasversale per Viterbo/Orte/Terni, in via di completamento". "E’ qui - si legge nella missiva - sul litorale nord, che si concentra una serie di comunicazioni veramente imponente, tanto da configurare ormai la presenza di un vero polo delle comunicazioni, che con l’inserimento dell’aeroporto potrebbe divenire addirittura il più funzionale d’Europa. Infatti, nel volgere di pochi chilometri sono presenti il porto di Civitavecchia, l’autostrada per Roma, la strada statale Aurelia, e sono disponibili vaste aree. Lo scalo aereo avrebbe quindi tutti i crismi per essere funzionale sia al traffico merci che a quello passeggeri, e per fungere da propulsore al tanto atteso rilancio economico e occupazionale della parte settentrionale della nostra regione e dell’Umbria". "Tanto più - spiega Balloni - che la zona individuata, altro elemento da non trascurare, può mettere a disposizione dell’aeroporto una grande vastità di superfici. Tarquinia come sede del terzo aeroporto, per la sua posizione strategica, comporterebbe un abbattimento dei tempi di spostamento sia dei passeggeri che delle merci, derivante dall’abbattimento delle distanze tra le località da servire e dei costi. Ci rendiamo conto del fitto intreccio di interessi che la scelta comporta, anche relativi ad aree che fanno gola ai gruppi industriali e immobiliari che puntano a investimenti strategici che spingono e dividono in gruppi diversi politici, imprenditori, banche, economisti, associazioni di categoria, forze sindacali. Ma vorremmo che una volta tanto l’individuazione del sito sia tale da tutelare l’interesse più complessivo dell’Alto Lazio a dotarsi della nuova struttura aeroportuale basata sull’innesto degli interessi della città e della provincia in quelli di più vaste aree geografiche, sulla connessione con sistemi logistici più ampi e con reti di comunicazione più estese e ramificate".
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