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Corridoio tirrenico, via ai lavori dopo 43 anni

Oggi a Tarquinia la cerimonia alla presenza del ministro Matteoli. Cinquemila persone occupate per i prossimi tre anni Il presidente di Sat Bargone: «Investimento da 174 milioni di euro, con 2 miliardi garantiti allo Stato»

TARQUINIA – «Dopo 43 anni di attesa il corridoio tirrenico diventa realtà. Chi fa parte dell’esecutivo ha l’obbligo di ascoltare il territorio e dare informazioni ma ha anche l’obbligo di decidere. E questa volta noi abbiamo deciso per un progetto che ha un impatto ambientale sopportabile. Questa opera è molto importante per il territorio. Il rinvio per 40 anni è costato tantissimo in termini di opportunità economiche all’imprenditoria del Lazio e della Toscana, molto a Civitavecchia che ha la caratterista di ospitare il porto dove sbarcano migliaia di croceristi, è costato tantissimo anche a Tarquinia che di bellezze turistiche da far vedere ne ha numerose. Oggi finalmente grazie ad un rapporto istituzionale corretto siamo giunti a questa decisione e ciò deve rappresentare un esempio per il futuro».

Queste le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli alla cerimonia di inaugurazione per il via ai lavori del lotto 6A Tarquinia-Civitavecchia dell’autostrada A12 Civitavecchia-Livorno. La presentazione si è svolta stamattina all’interno della sala consigliare del palazzo comunale di Tarquinia, alla presenza del presidente della Sat Antonio Bargone e dell’amministratore delegato della Società autostrada tirrenica Ruggiero Borgia. Presenti anche l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, l’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci; l’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori pubblici, Luca Malcotti. A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Mazzola più volte invocato dalle associazioni ambientaliste che si sono invece date appuntamento sulla piazza antistante il municipio, urlando contro le istituzioni per un progetto ritenuto “calato dall’alto e dannoso per il territorio’’. “Oggi non si deve parlare di cerimonia ma di funerale – hanno detto gli esponenti dei comitati ‘’no noke’’ e ‘’Italia nostra’’. Questo tracciato l’ha congelato il Cipe e non possiamo più fare nulla. Non ci hanno voluto ascoltare”. Ma il primo cittadino etrusco dal palazzo comunale ha assicurato che dalla prossima settimana saranno aperte le consultazioni nel corso delle quali si parlerà di viabilità alternativa, pedaggi ed espropri. «Il Comune si è impegnato e continuerà a farlo perché nel progetto rientrassero anche le sistemazioni delle numerose complanari, la costruzione funzionale di nuove strade e, nel caso della Litoranea, di un vero e proprio ampliamento, per assicurare ai cittadini una migliore viabilità locale», ha detto Mazzola.
Tre anni di lavoro, 5 mila persone occupate per realizzare 14,6 chilometri e un investimento di 174 milioni di euro. Questi i numeri del lotto 6A Tarquinia-Civitavecchia. L’autostrada si svilupperà lungo il tracciato dell’Aurelia che sarà allargato per realizzare due distinte carreggiate, hanno spiegato dalla Sat.
«La realizzazione della tirrenica - hanno sottolineato Castellucci e Bargone - con un investimento di due miliardi di euro interamente autofinanziata e quindi senza alcun contributo pubblico, determinerà benefici diretti pari a circa 2,5 miliardi, di cui due miliardi andranno allo Stato. È in corso l’esame del progetto definitivo in sede di Conferenza dei Servizi. Attendiamo le risposte delle istituzioni territoriali che dovranno tener conto del quadro generale di crisi e di un rigoroso rispetto delle compatibilità ambientali, paesaggistiche, di consumo di territorio e storico-archeologiche. Il progetto dell’opera può essere oggetto di miglioramenti ma non certo di negoziazioni al rialzo che minerebbero la fattibilità e la sostenibilità dell’opera stessa». «L’autostrada tirrenica inserisce la Regione Lazio nella grande rete viaria europea», ha detto inoltre l’assessore regionale Malcotti -Il Corridoio Tirrenico, la Roma-Latina, la Cisterna-Valmontone e la Orte-Civitavecchia, andranno a costituire il Grande raccordo anulare del Lazio, che ci collegherà con le grandi capitali europee. Non solo. La realizzazione della A12 Livorno-Civitavecchia darà poi una boccata di ossigeno all’economia dell’alto Lazio e della bassa Toscana. In merito alle polemiche che la accompagnano, dico solo che c’è un tempo per discutere e uno per agire».

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