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D'Antò in guerra con i pizzettari

L’idea di proporre ‘‘la vera pizza napoletana’’ senza alcuna concertazione con i commercianti del posto ha fatto infuriare gli operatori civitavecchiesi. Alla fine l’assessore ha fatto retromarcia

CIVITAVECCHIA - ‘‘Ma tu vulive ‘a pizza’’, cantava Aurelio Fierro nel 1966, entusiasmando i napoletani e lanciando un tormentone che ancora oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, viene intonato in ogni parte d’Italia ogni volta che salta fuori l’argomento pizza. Margherita, capricciosa, prosciutto e funghi o quattro stagioni che sia, la vera pizza - da sempre - viene associata alla grande tradizione partenopea, seppure ogni regione del nostro Paese ha sperimentato varianti e assegnato impronte localistiche all’impasto o agli ingredienti, così da coniare qualcosa di caratteristico, pur conservando una solida base costituita da acqua e farina. C

ivitavecchia non poteva essere da meno: si perde ormai nei decenni l’origine della ‘‘Pizza civitavecchiese’’:   aglio, olio, sale, prezzemolo, acciughe, pomodori e peperoncino, impasto ricoperto con un’altra sfoglia di pasta e il gioco è fatto. E sono tantissimi ormai ‘‘i pizzettari’’ civitavecchiesi che la vendono, insieme, ovviamente, ad altre qualità di pizza che in città vanno a ruba. Ma nell’immaginario collettivo la vera pizza rimane quella napoletana, probabilmente più apprezzata dalle nostre parti rispetto a posti della Campania in cui la gente ha l’opportunità di mangiarla quando e come vuole. Sarà per questo motivo che l’assessore al Commercio e Turismo, Vincenzo D’Antò, ha voluto dare retta a chi nell’ambito degli eventi di agosto ha proposto ‘‘Pizza in Piazza....la vera pizza napoletana in piazza della Vita, quando il gusto incontra la passione’’, in programma dal 17 al 23 agosto, subito dopo il tradizionale Padellone e prima della Festa del Cuoco dedicata al maestro Lucio Cappannari. Ma ancora una volta, l’assessore di San Giorgio a Cremano ha sbagliato le mosse, esattamente come è successo sulla Civitavecchia Card e sulla cartina turistica. Con un colpo solo, infatti, ha scontentato i commercianti civitavecchiesi, che non navigano certo nell’oro e che attendono le feste per incassare qualche soldino in più. In molti su facebook hanno espresso il loro disappunto e non solo gli addetti ai lavori. Bene la pizza napoletana, ma ai ‘‘pizzettari civitavecchiesi’’ chi ci pensa? Così, pochi giorni dopo le lamentele e per evitare l’ennesima bufera, D’Antò che ha appoggiato l’iniziativa senza alcuna concertazione con i commercianti locali, è corso ai ripari: a piazza della Vita (questo ha dichiarato in conferenza stampa venerdì) ci saranno gli stand in grado di ospitare i pizzaioli intenzionati ad aderire alla manifestazione, ma di pizza napoletana non si è più parlato. La classica toppa peggiore del buco, figlia ancora una volta di una gestione improvvisata dell’assessorato al Commercio e al Turismo.


Quello che succederà lo vedremo tra qualche giorno, ma rimane il fatto che Vincenzo D’Antò appare incapace di stabilire un rapporto idilliaco e di partecipazione con il settore che rappresenta. Questa volta le attenuanti ci stanno tutte: si vede che da buon partenopeo,  l’assessore si è fatto prendere la mano. Ma anche questo lo si può considerare un caso isolato, oppure si tratta di un modus operandi difficile da digerire? Anche in questo caso lo sapremo presto. Per il momento buona pizza a tutti.

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