Racconti dell'aria
19 Aprile 2023 - 20:03
03 Dicembre 2025 - 14:23
ROMA – Su delega dell’ Ufficio di Procura di Roma, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione al decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale capitolino con cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni per circa 14 milioni di euro nei confronti di 7 persone fisiche e 2 società, in relazione al profitto dei reati ipotizzati di truffa aggravata (in quanto commessa in danno di un ente pubblico), frode nelle pubbliche forniture (aggravata dal fatto di trattarsi di cose destinate ad ovviare a un comune pericolo), riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato emesso all’esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, con riferimento alla fornitura di 9,5 milioni di dispositivi sanitari e di protezione individuale (mascherine triplo strato e mascherine FFP2/FFP3), affidata a una società capitolina dall’Agenzia Regionale della Protezione Civile Lazio, nel marzo 2020, durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
Secondo l’ipotesi d’accusa, la società affidataria, ottenuto in via anticipata dalla Regione Lazio il pagamento di un acconto di oltre 14,6 milioni di euro (su un valore complessivo della fornitura di 35,8 milioni di euro), pur avendo assicurato la pronta disponibilità della merce, ne consegnava al committente solo una minima parte e solo dopo numerose sollecitazioni, costringendo l’Ente ad annullare in autotutela i contratti stipulati.
Sempre secondo l’ipotesi d’accusa, successivamente, i responsabili della società presentavano certificazioni tecniche non genuine e polizze fidejussorie rilasciate da società non abilitata, in modo da indurre nuovamente in errore l’Agenzia Regionale la quale disponeva la novazione dei contratti.
La misura cautelare reale è stata emessa nell’ambito della fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie ed in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.
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