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CERVETERI – La sede del centro vaccinale, del consultorio e del laboratorio di analisi in via Martiri delle Foibe è a rischio chiusura.
A lanciare l’allarme è stato il sindaco Elena Gubetti dopo che «fonti non ufficiali» avrebbero annunciato la chiusura degli spazi e la ricollocazione dei servizi alla Casa della Salute di via Maria Crocifissa. «La sede indicata – scrive Gubetti – si trova nella parte alta del centro storico di Cerveteri, in una strada stretta, in salita, difficilmente raggiungibile a piedi e priva di adeguate possibilità di parcheggio».
Insomma, per il primo cittadino, «una collocazione che rischia di rendere l’accesso ai servizi complesso, se non proibitivo, per molte categorie di utenti: persone anziane con difficoltà motorie, mamme con passeggini, donne in gravidanza, ovvero tutti coloro che necessitano di spazi facilmente raggiungibili, con accessi in piano e parcheggi nelle immediate vicinanze».
E così, dopo le voci di corridoio, il primo cittadino lancia l’appello al direttore sanitario della Asl Roma 4, la dottoressa Marino, «affinché si possa aprire quanto prima un tavolo di confronto con i sindaci del territorio. Un momento di dialogo necessario per affrontare nel merito queste tematiche, valutare l’impatto degli eventuali spostamenti e verificare se tali decisioni possano essere evitate o riviste».
«Su quel consultorio la comunità ha investito molto: è diventato un punto di riferimento anche per la popolazione immigrata e straniera, grazie al contributo di volontari e dei membri della Consulta dei Migranti, che hanno aiutato molte donne straniere ad avvicinarsi ai servizi sanitari e sociosanitari presenti nella struttura».
«Inoltre – prosegue Gubetti – proprio all'inizio del mio mandato mentre questo centro diventava sempre più accogliente abbiamo realizzato a costo zero per l'amministrazione, grazie alle sponsorizzazioni delle case farmaceutiche che collaborano con la Multiservizi un’area giochi nell’area verde antistante il consultorio proprio per rendere quel luogo uno spazio dedicato alle famiglie e ai bambini, in stretta connessione con la presenza del centro vaccinale e dei servizi per l’infanzia, rafforzandone il valore come presidio territoriale».
«L’auspicio – conclude il sindaco etrusco – è che questa decisione sia ancora rivedibile e che si possa ragionare mettendo al centro i bisogni degli utenti più fragili, tutelando l’accessibilità e la prossimità dei servizi sanitari, che rappresentano un diritto fondamentale per tutta la comunità».



