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ARTI MARZIALI

Chiude i battenti l’associazione Aikam dopo la scomparsa del maestro Rapaccioni

Ad annunciarlo direttamente il club locale, con gli allievi che porteranno il messaggio del sensei individualmente

Ad annunciarlo direttamente il club locale, con gli allievi che porteranno il messaggio del sensei individualmente

La scomparsa del Maestro Stefano Rapaccioni, avvenuta improvvisamente lo scorso 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, segna la fine di un’epoca per le arti marziali sul territorio: con lui cessa definitivamente anche l’attività dell’Accademia Italiana di Kung Fu Antico e Moderno, realtà storica fondata e guidata dallo stesso Sifu.

Una notizia che ha colpito profondamente allievi, appassionati e tutto l’ambiente, lasciando un vuoto umano e sportivo difficilmente colmabile. L’AIKAM, punto di riferimento per generazioni di praticanti, chiude così il proprio percorso, ma lascia un’eredità importante fatta di valori, disciplina e crescita personale.

«Un pensiero speciale va a tutti gli Allievi del Maestro, a cui spetta ora il compito di dimostrare, ciascuno nella propria individualità, di essere realmente il frutto del seme del suo Albero, proseguendo con le proprie gambe nella strada fino ad oggi intrapresa sotto la sua guida. E questo non solo nell’esercizio delle Arti Marziali, ma, cosa molto più importante, nelle qualità interiori dell’animo, che derivano dall’esperienza di vita vissuta che Stefano ha trasmesso a tutti noi».

Parole che testimoniano il segno profondo lasciato da Rapaccioni, non solo come insegnante ma come guida di vita. L’associazione ha inoltre sottolineato la volontà di mantenere un giusto e appropriato riserbo sull’uso pubblico della sua immagine, considerandola un tesoro da custodire, come lui, nella sua riservatezza, avrebbe voluto.

Il Maestro Stefano Rapaccioni, la sua Accademia e la sua storia resteranno per sempre nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e seguirlo. Un’eredità che continuerà a vivere attraverso i suoi allievi.

«Grazie Sifu per tutto quello che sei stato».

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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