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rivoluzione in porto
09 Aprile 2026 - 16:58
Entrerà in vigore il prossimo 29 aprile la nuova ordinanza che ridisegna il traffico marittimo e le aree di ancoraggio del porto di Civitavecchia. Il provvedimento, la n.16 del 17 febbraio 2026, è stato presentato al Forte Michelangelo dalla Capitaneria di Porto, segnando un passaggio chiave nella riorganizzazione dello scalo alla luce dei profondi interventi infrastrutturali in corso.
Le nuove regole arrivano infatti in un momento di trasformazione senza precedenti. Il prolungamento dell’antemurale Cristoforo Colombo, con l’estensione della diga foranea per circa 400 metri verso nord-ovest, il nuovo accesso al bacino storico da sud e il collegamento con il molo Vespucci stanno cambiando la geografia del porto, determinando una separazione più netta tra le diverse aree operative.
Da qui la necessità di aggiornare la disciplina della navigazione: l’ordinanza introduce una revisione dello schema di separazione del traffico in entrata e in uscita e una riorganizzazione complessiva degli spazi marittimi, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, ma anche efficienza e fluidità nelle operazioni portuali, in un contesto sempre più complesso e trafficato.
«È stato un momento importante di condivisione con tutti i nostri interlocutori – ha spiegato il Direttore marittimo del Lazio, Cosimo Nicastro – un’occasione per illustrare il lavoro svolto sul fronte della sicurezza durante i grandi interventi infrastrutturali, assicurando che le nuove opere non vadano a limitare la produttività del porto».

Un equilibrio, quello tra sviluppo e operatività, richiamato anche dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Raffaele Latrofa, che ha sottolineato come il provvedimento rappresenti «un tassello fondamentale per accompagnare la crescita dello scalo, rendendolo sempre più competitivo senza rinunciare agli standard di sicurezza».
Ma la riorganizzazione non riguarda soltanto gli aspetti tecnici. Sullo sfondo emerge con forza anche il tema del rapporto tra porto e città, da anni al centro del dibattito locale. Le nuove opere, infatti, non si limitano a potenziare la capacità operativa, ma aprono anche prospettive inedite per una parziale restituzione del porto storico ai cittadini.
Il sindaco Marco Piendibene ha evidenziato proprio questo aspetto, parlando di «un passaggio importante non solo per la sicurezza e lo sviluppo economico, ma anche per il futuro del rapporto tra Civitavecchia e il suo porto». L’idea è quella di accompagnare la crescita infrastrutturale con una progressiva integrazione tra spazi portuali e tessuto urbano, restituendo porzioni oggi poco fruibili alla comunità.

La separazione funzionale dei bacini, resa possibile dal nuovo assetto, potrebbe infatti consentire una migliore organizzazione delle attività e, al tempo stesso, liberare aree del porto storico da destinare a usi pubblici, turistici e culturali. Una prospettiva che rafforza il ruolo del porto non solo come hub logistico del Mediterraneo, ma anche come elemento identitario della città.
L’ordinanza, dunque, si inserisce in un quadro più ampio: non solo uno strumento tecnico per disciplinare il traffico marittimo, ma anche un passaggio necessario per governare una fase di cambiamento che riguarda tanto l’economia quanto la relazione tra il porto e la città. Un equilibrio delicato, che richiederà anche nei prossimi mesi attenzione, confronto e visione condivisa.
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