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Aree dismesse, via alla mappatura: il Pd attacca il Governo sul carbone

"Il Governo smetta di scaricare sui territori"

Aree dismesse, via alla mappatura: il Pd attacca il Governo sul carbone

«Mentre il territorio prova a costruire il futuro, il Governo lo tiene fermo». È l’amara considerazione del Partito Democratico di Civitavecchia accoglie con particolare apprezzamento, l’approvazione unanime in Giunta della delibera che avvia la mappatura delle aree industriali dismesse o sottoutilizzate, a partire dal comparto Enel.

«Si tratta di un atto necessario, che rimette ordine e costruisce le basi per una strategia di sviluppo - spiegano - conoscere proprietà, stato ambientale e potenzialità di queste aree significa iniziare a restituire una prospettiva alla città».

Nel frattempo però «sul phase-out dal carbone il Governo continua a rinviare, senza indicare tempi, risorse e alternative occupazionali. Non è prudenza - hanno ribadito - è una scelta politica che produce incertezza e la scarica sui lavoratori e sulle comunità. A questo si aggiunge un elemento che non può più passare sotto traccia: il silenzio della destra cittadina e dei parlamentari del territorio sulla necessità di garantire tempi certi e prospettive concrete sta diventando assordante. In una fase così delicata, non prendere posizione significa accettare l’incertezza. A Civitavecchia questo si traduce in una realtà molto concreta: famiglie e lavoratori sospesi, imprese che non investono. Una città bloccata, in cui il passato non si chiude e il futuro non riesce a iniziare. Si stanno sacrificando proprio i temi che dovrebbero essere centrali: il lavoro, la dignità delle persone, la possibilità per un territorio di costruire una nuova economia. Senza una transizione guidata, non c’è tutela: c’è solo abbandono.»

Per questo - hanno concluso dal Pd - serve una scelta netta: tempi certi per il phase-out, investimenti reali e un piano industriale che garantisca occupazione, riconversione e sviluppo. Il Partito Democratico sarà in prima linea per costruire una posizione larga, inclusiva e determinata, capace di rappresentare e difendere il futuro della città. Perché senza scelte non c’è transizione. E senza lavoro non c’è futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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