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Rifiuti, Fratelli d’Italia lancia l’allarme: «Dopo il biodigestore ora rischiamo una nuova discarica»

Il coordinamento cittadino accusa Città metropolitana e centrosinistra: «Civitavecchia continua a essere trattata come la pattumiera di Roma»

Ampliamento della discarica, 30 giorni per le osservazioni

Dopo il biodigestore, adesso il timore di una nuova discarica. È questo l’allarme lanciato dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia, che torna ad attaccare sul fronte rifiuti e denuncia il rischio che Civitavecchia si ritrovi ancora una volta «ostaggio delle scelte della Città Metropolitana di Roma».

Il partito parla di «ennesima beffa sul fronte dei rifiuti» e sostiene che sul territorio cittadino «si profila concretamente l’ipotesi della realizzazione di una nuova discarica», senza che la città possa nemmeno beneficiarne direttamente. La tesi di Fratelli d’Italia è che Civitavecchia, non avendo un Tmb, «non potrebbe utilizzare l’eventuale discarica, continuando a conferire i propri rifiuti altrove, come già accade oggi con Viterbo». Da qui il giudizio politico: l’impianto rischierebbe di essere destinato «ancora una volta a servire Roma», replicando uno schema già visto in passato.

Nel mirino finisce anche il nuovo piano regionale dei rifiuti. FdI richiama il dato delle «370.000 metri cubi di nuove volumetrie di discarica» previsti per la provincia di Roma e lo legge come la conferma che «ancora una volta, il destino di Civitavecchia viene deciso altrove, sulla base dell’appartenenza alla Città Metropolitana di Roma». Le possibili collocazioni, secondo il partito, sarebbero «sostanzialmente due: Colleferro e Civitavecchia». E proprio su questo punto arriva un altro attacco politico: «Mentre a Colleferro il vicesindaco metropolitano Sanna ha già espresso una netta contrarietà alla realizzazione dell’impianto, a Civitavecchia si registra una posizione ben più debole da parte del sindaco Marco Piendibene».

Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia allarga poi il ragionamento e lega il rischio di nuovi impianti alla gestione provinciale del ciclo dei rifiuti. «Fino a quando la gestione dei rifiuti continuerà ad essere organizzata su base provinciale, Civitavecchia sarà sempre esposta al rischio di dover contrastare nuove megadiscariche, nuovi biodigestori e nuovi impianti imposti per servire Roma e 120 Comuni della Città Metropolitana». È questo, per il partito, «il nodo vero del problema».

La nota insiste anche sul peso già sopportato dalla città, parlando di servitù «ambientali, industriali ed energetiche» che gravano da decenni sul territorio. E chiama in causa pure la Regione guidata in passato da Nicola Zingaretti, sostenendo che «l’attuale progetto di ampliamento della discarica nasce inoltre dal piano rifiuti ereditato» da quella stagione amministrativa.

Infine, l’affondo sull’attuale giunta. Fratelli d’Italia definisce «grave e incomprensibile» la scelta dell’amministrazione Piendibene di revocare l’adesione al progetto della Provincia Porta d’Italia, indicato come «l’unica vera svolta strutturale e definitiva» per sottrarre Civitavecchia alla logica dei rifiuti gestiti in funzione di Roma e dell’area metropolitana. Da qui la promessa: «Fratelli d’Italia continuerà, come ha sempre fatto, a battersi ad ogni livello istituzionale contro ogni tentativo di trasformare Civitavecchia nella pattumiera del Lazio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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