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Alberi e rottamazione agevolata: il Consiglio si infiamma

Scontro in aula Pucci: l'opposizione abbandona i banchi dopo la bocciatura dell'emendamento sulle rate fino a 120 mesi

Alberi e rottamazione agevolata: il Consiglio si infiamma

Clima rovente questa mattina in aula consiliare, dove il confronto politico è rapidamente degenerato in uno scontro aperto tra maggioranza e opposizione, culminato con l’abbandono dei banchi da parte di quest’ultima. Due i fronti che hanno incendiato la seduta: la vicenda degli alberi di piazza Regina Margherita e la delibera sulla definizione agevolata dei tributi comunali.

Sin dalle prime battute, la tensione è salita per la presenza del comitato “Salviamo gli alberi”, determinato a far sentire la propria voce contro l’abbattimento in corso al mercato. I manifestanti, che avevano anche ipotizzato un’occupazione dell’aula, hanno duramente contestato il sindaco Marco Piendibene e la maggioranza, accusati di non aver ascoltato le istanze dei cittadini e di non aver tentato soluzioni alternative. Al centro delle polemiche anche il verbale della Soprintendenza, datato 20 marzo e consegnato proprio oggi ai consiglieri, come quelli del M5S, che non ne avevano avuto contezza finora. A fine seduta, ulteriori critiche sono piovute sul primo cittadino, reo – secondo i presenti – di aver lasciato i banchi senza fermarsi per un confronto.

Non meno acceso il dibattito sulla delibera relativa alla “rottamazione” delle entrate comunali. Il regolamento, poi approvato dalla sola maggioranza, introduce una definizione agevolata che consente ai contribuenti di estinguere i debiti pagando il solo capitale, con abbattimento di sanzioni e interessi, e con piani di rateizzazione fino a 72 mesi. A infiammare l’aula è stato però l’emendamento presentato dall’opposizione, che proponeva un’estensione significativa delle rate fino a 120 mensilità, ritenuta più sostenibile per famiglie e imprese, e in grado di dare maggiore certezza all'ente nell'incassare il dovuto.

La bocciatura della proposta ha scatenato reazioni durissime: dai banchi della minoranza si è parlato di chiusura totale verso le esigenze della città, mentre dal pubblico è partito un applauso che ha fatto rumore, con qualcuno che ha ironicamente sottolineato “una sala di sinistra che applaude la destra”. Nel mirino anche la gestione dei lavori da parte del presidente del consiglio Marco Di Gennaro, accusato di non aver garantito un confronto equilibrato.

Il punto di rottura è arrivato poco dopo, quando, tra proteste e accuse reciproche, l’opposizione ha deciso di lasciare l’aula in segno di protesta. 

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