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CIVITA CASTELLANA

Missione tutela: Arcangelo Bracci
e il caso della Tomba dei Massi

L’incontro venerdì nell'ambito della rassegna “Raccontare l’archeologia nella Tuscia"

Missione tutela: Arcangelo Bracci e il caso della Tomba dei Massi

CIVITA CASTELLANA - Venerdì prossimo alle 17, presso il museo Archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana, si terrà l’incontro “La missione della tutela: Arcangelo Bracci e il caso della Tomba dei ‘Massi’ di Corchiano”, a cura di Elena Foddai e Omar Scarone, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”. Un appuntamento che mette al centro una parola chiave dell’archeologia – tutela – restituendone il significato più profondo attraverso una storia concreta, fatta di persone, territori e tracce ritrovate. Come sottolinea Elisabetta Scungio, direttrice della direzione regionale Musei nazionali Lazio del ministero della cultura: “Iniziative come questa restituiscono pienamente il senso del lavoro dei musei sul territorio: rendere accessibili ricerche, archivi e storie che altrimenti resterebbero invisibili, e trasformarle in occasioni di conoscenza condivisa e di crescita culturale per le comunità”. Partendo dalla figura di Arcangelo Bracci, assistente di zona della soprintendenza alle antichità dal 1950 al 1975, e dal fondo archivistico che porta il suo nome, l’incontro ricostruisce due contesti tombali inediti a Corchiano – la tomba “dei Massi” e una seconda sepoltura ad essa collegata – insieme ai materiali rinvenuti al momento dello scavo. Attraverso documenti, fotografie e reperti, il racconto restituisce il lavoro quotidiano della tutela sul territorio e illumina una stagione fondamentale per la conoscenza dell’Agro Falisco, segnata da ricerche, scoperte e dalla costruzione di una rete di relazioni tra istituzioni e comunità locali. L’iniziativa offre così al pubblico l’occasione di riflettere su cosa significhi davvero tutelare il patrimonio archeologico, ieri come oggi: non solo conservare, ma comprendere, ricostruire e trasmettere valore, a partire dai contesti e dalle storie che li hanno generati. In questo percorso, particolare rilievo assumono anche i materiali ceramici decorati in red on white, tra cui i piatti che caratterizzano i contesti analizzati, testimonianze significative della cultura materiale del territorio falisco.

L’appuntamento si inserisce nel programma di “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”, ciclo di incontri promosso dalla direzione regionale Musei nazionali Lazio, con l’obiettivo di condividere con il pubblico ricerche, studi e nuove letture del patrimonio archeologico del territorio.
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