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La curatrice Elisa Eutizi: “Un omaggio a un’artista visionario che ha anticipato quello che sarebbe stato scoperto solo con le prime fotografie della luna”

A palazzo Bruschi Falgari porte aperte per la mostra di pittura “Guerino Gambella. La teoria della terra cava”

A palazzo Bruschi Falgari porte aperte per la mostra di pittura “Guerino Gambella. La teoria della terra cava”

TARQUINIA – È stata inaugurata sabato a Tarquinia, a palazzo Bruschi Falgari, la mostra di pittura intitolata “Guerino Gambella. La teoria della terra cava”. Organizzata dal Comune di Tarquinia e dalla delegazione Fai di Viterbo, l’esposizione dedicata al pittore tarquiniese Guerino Gambella si compone di una serie di quadri raffiguranti paesaggi lunari e alieni rappresentati con plausibilità impressionante, che catturano l'attenzione e l'immaginazione attraverso colori vibranti, forme geometriche e scenari surreali. “Abbiamo scelto le opere che più aderivano al tema del titolo della mostra e secondo un criterio cromatico – afferma la curatrice Elisa Eutizi -. I quadri riproducono la luna e paesaggi astrali e sono stati posizionati nelle sale seguendo un percorso cronologico che va dall’inizio degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta, con la sola eccezione di un’opera realizzata negli anni Novanta”.

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Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, la capo delegazione del Fai di Viterbo Lorella Maneschi, la figlia e i nipoti di Guerino Gambella, di cui ricorre il centenario della nascita e il ventennale della scomparsa. “Ringrazio il Comune di Tarquinia e la delegazione Fai di Viterbo per aver permesso l’organizzazione di questa esposizione in una sede prestigiosa come il palazzo Bruschi Falgari – conclude la curatrice Elisa Eutizi -. Credo che la mostra sia il dovuto omaggio a un’artista visionario che, con le sue tele, ha anticipato quello che sarebbe stato scoperto solo con le prime fotografie della luna”.

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L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni fino al 1° ottobre, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 18,30 e offrirà al visitatore l’opportunità di esplorare il lavoro di questo singolare pittore tarquiniese e di riflettere sulla sua abilità di prefigurare concetti che avrebbero trovato conferma solo successivamente, attraverso le immagini reali catturate dalle sonde spaziali.

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