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UNA FIERA VETRINA DEL MONDO

La Tuscia protagonista al Vinitaly: l’eccellenza viterbese sotto i riflettori di Verona

Sette cantine rappresentano il territorio nel padiglione Lazio. Il presidente della Commissione Ambiente Mauro Rotelli: «Qualità crescente e identità solida, la nostra viticoltura è un modello di sostenibilità»

La Tuscia protagonista al Vinitaly: l’eccellenza viterbese sotto i riflettori di Verona

TUSCIA AL VINITALY

Non è solo una fiera, è la vetrina del mondo. E in questa edizione del Vinitaly, la Tuscia viterbese torna a recitare un ruolo di primo piano. Tra i padiglioni di Veronafiere, il territorio laziale si presenta con una delegazione che mescola sapientemente nomi storici e avanguardie della viticoltura biologica, confermando un trend di crescita che non riguarda più solo i volumi, ma soprattutto il prestigio internazionale.

La 58ª edizione di Vinitaly, principale manifestazione dedicata al settore vitivinicolo, in programma fino al 15 aprile, si è aperta oggi. Un appuntamento che rappresenta una vetrina internazionale e un’occasione di celebrazione del vino, ma anche un momento chiave per fare il punto sulle prospettive del comparto, tra tradizione e nuove sfide globali.

Al taglio del nastro ha preso parte Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-ECR, intervenuta al talk insieme ai ministri Lollobrigida, Giuli, Urso e Mazzi. “Vinitaly è il luogo in cui l’Italia, attraverso il vino, racconta al mondo la propria identità, unendo cultura, tradizione e capacità imprenditoriale”, ha affermato Sberna.

I protagonisti del territorio

Sette le aziende della provincia di Viterbo che portano in alto il vessillo della qualità locale. Un gruppo eterogeneo che copre l’intera geografia della Tuscia: da Castiglione in Teverina, con il trittico composto da Fattoria Madonna delle Macchie, Trebotti Biosostenibile e Tenuta La Pazzaglia, alla storica firma di Sergio Mottura a Civitella d’Agliano. Il sud della provincia è rappresentato da Tenuta Ronci di Nepi e da Tenuta Sant'Isidoro di Tarquinia, mentre a nord spicca la realtà di Terre d'Acquesia ad Acquapendente.

Queste cantine non sono semplici espositori, ma ambasciatori di un "saper fare" che unisce vitigni autoctoni, innovazione tecnologica e un rispetto quasi sacro per l'ambiente.

Il commento istituzionale: «Tuscia protagonista»

Presente alla prima giornata della kermesse è stato anche l’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera. «La Tuscia torna protagonista con una presenza significativa che valorizza il lavoro delle aziende e conferma la qualità crescente della produzione enologica del territorio», ha dichiarato Rotelli, sottolineando come la forza di questi produttori risieda nella capacità di coniugare tradizione e sostenibilità.

Il deputato ha voluto ringraziare i vertici della Regione Lazio – dal presidente Rocca all’assessore Righini – per aver scelto il claim "La Dolce Vita" come filo conduttore dell'area laziale: una scelta strategica che posiziona il vino non come semplice bene di consumo, ma come pilastro di uno stile di vita autentico, oggi riconosciuto anche dall'Unesco.

Una strategia di sistema

Il successo della spedizione viterbese si inserisce in una più ampia azione di sistema. Rotelli ha infatti richiamato l’attenzione sul supporto del Masaf (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) guidato dal ministro Lollobrigida e sul lavoro di raccordo europeo svolto dalla vicepresidente del Parlamento UE, Antonella Sberna.

 

Sberna: “Il vino italiano è identità europea, no a norme che penalizzano imprese e territori”

“Il Pacchetto Vino rappresenta un passo avanti affinché l’Europa sostenga il settore verso maggiore capacità di risposta alle crisi e nuove opportunità sui mercati internazionali - ha affermato Antonella Sberna - Tuttavia, questo percorso deve tutelare il legame profondo tra vino, territorio e qualità, evitando al tempo stesso che le nuove norme si traducano in un peso eccessivo per le imprese, in particolare per le piccole e medie realtà”, ha proseguito nel dibattito dal titolo ‘Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte’, con i contributi del presidente di Federvini, Giacomo Ponti, e del presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi.

Sul fronte etichettature, la vicepresidente ha sottolineato la necessità di equilibrio: “È essenziale mantenere una distinzione chiara tra consumo responsabile e abuso. Informare correttamente i cittadini è giusto, anche attraverso strumenti innovativi come le etichette digitali, ma senza introdurre messaggi allarmistici che rischiano di colpire ingiustamente un settore simbolo dell’eccellenza europea”.

“La vera sfida è rendere queste regole uno strumento concreto per sostenere il settore. L’Italia è in prima linea in questo percorso, con l’obiettivo di rafforzare competitività, innovazione e valore dell’intera filiera vitivinicola, a beneficio dei produttori e dei territori”, ha concluso Sberna.

L'obiettivo per la provincia di Viterbo è  trasformare il patrimonio enogastronomico della Tuscia in un asset economico inscindibile dal turismo e dalla tutela del paesaggio. In una fiera che guarda al futuro, la provincia di Viterbo dimostra in questo senso di avere le radici ben piantate nella terra e la testa rivolta ai mercati globali.

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