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L'allarme
11 Aprile 2026 - 15:32
LADISPOLI – «Un grave atto di inciviltà ambientale ha colpito l’area protetta del bosco di Palo». A denunciarlo con fermezza è Bioma, associazione culturale naturalistica da anni impegnata nella tutela del territorio, che punta il dito contro la distruzione di numerose orchidee spontanee per far posto a un parcheggio provvisorio.
Secondo quanto riportato dall’associazione, l’intervento sarebbe avvenuto nonostante ripetute segnalazioni preventive. «Nonostante le tempestive comunicazioni telefoniche e le note ufficiali inviate al Comune di Ladispoli – si legge nella denuncia – abbiamo constatato con grande amarezza che ignoti hanno proceduto allo sfalcio della flora spontanea proprio nel pieno della fioritura».
Un’azione che, oltre a essere considerata irresponsabile, avrebbe colpito specie tutelate dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, provocando quello che viene definito un danno irreparabile alla biodiversità locale.
L’area interessata, infatti, non rappresenta soltanto uno spazio verde, ma un ecosistema complesso e delicato, in cui convivono specie vegetali rare e una ricca fauna selvatica.
«La distruzione non si è limitata alle orchidee – prosegue Bioma – ma ha coinvolto anche altri habitat naturali, proprio in un periodo estremamente sensibile come quello della nidificazione dell’avifauna protetta».
Questo avrebbe comportato una grave alterazione degli equilibri ecologici, con possibili ripercussioni a lungo termine sull’intero sistema naturale.
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Le orchidee di Palo
«È stato compromesso seriamente l’equilibrio dell’ecosistema locale – continua la nota dell’associazione –. Si tratta di un atto di vandalismo ambientale senza precedenti sul nostro territorio.
Non solo sono state distrutte specie rare e protette, ma è stato completamente ignorato il valore ecologico, scientifico e paesaggistico di un’area che rientra in una rete di protezione di importanza europea».
Bioma chiede ora un intervento immediato da parte delle autorità competenti, affinché vengano individuati e perseguiti i responsabili dell’accaduto.
Parallelamente, l’associazione sollecita anche un cambio di rotta nelle politiche locali: «È necessario rivedere con urgenza i criteri di gestione del territorio – sottolineano – per evitare che simili episodi possano ripetersi. La tutela dell’ambiente non può essere subordinata a esigenze temporanee o a interventi non pianificati».
Infine, viene avanzata la richiesta di avviare, laddove possibile, un processo di ripristino dell’habitat danneggiato, attraverso interventi mirati e il coinvolgimento di esperti del settore. Un percorso complesso, che richiederà tempo e risorse, ma ritenuto fondamentale per restituire dignità e vita a un’area di grande valore naturalistico.
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