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10 Aprile 2026 - 10:15
La Stazione di Posta doveva raggiungere 125 utenti. Ne ha già assistiti 196. È da questo scarto, netto, che si capisce la dimensione del bisogno sociale nel territorio e, insieme, il peso concreto dei progetti Pnrr del distretto Roma 4.1, arrivati ormai alla fase finale con numeri che, almeno sul piano operativo, raccontano una macchina capace di andare oltre gli obiettivi iniziali.

L'assessore ai Servizi sociali Antonella Maucioni
Il dato più forte emerge dal tavolo di co-progettazione del 30 marzo: il target della Stazione di Posta, fissato a 125 persone prese in carico con almeno un servizio, è stato già superato. La proroga fino al 30 giugno serve ora soprattutto a completare l’iter amministrativo e ad accompagnare l’apertura della sede definitiva, che non potrà essere inaugurata prima della fine di maggio per questioni legate ad arredi e impianti.
L’assessore ai Servizi sociali Antonella Maucioni spiega che, in questa fase transitoria, il servizio ha fatto perno sulla Croce Rossa, capofila dell’Ats, nella sede di via Matteotti. «Sono assistite ben 196 persone», sottolinea, parlando di un aiuto che ha toccato emergenza abitativa, indigenza, bisogni sanitari, distribuzione di alimenti e sostegno a chi si trova in una condizione di fragilità estrema. Non un intervento simbolico, ma una presa in carico larga, continua, che ha coperto un pezzo di disagio sociale spesso invisibile.

Accanto alla Stazione di Posta c’è poi l’Housing temporaneo-Housing First, altro tassello centrale del Pnrr sociale. Al 30 marzo i beneficiari accolti per almeno sei mesi sono 14 su un target di 15. Anche qui è stata prevista una proroga fino al 30 giugno per completare formalmente il percorso. Ma il dato che pesa davvero è un altro: due persone hanno già ritrovato lavoro. È il segnale più concreto che il progetto non si sta limitando a tamponare l’emergenza, ma sta provando a trasformare assistenza e alloggio in reinserimento reale.

«Si tratta di persone rimaste senza lavoro, o che magari hanno perso la casa perché separate, o che vivono un momento di disgrazia economica», osserva Maucioni. Alcuni arrivano da condizioni di marginalità estrema, altri da fratture improvvise. In tutti i casi, il punto è ricostruire un percorso di autonomia. Ed è proprio qui che il progetto prova a distinguersi: non soltanto offrire un tetto, ma rimettere in moto vite ferme.

Il quadro, dunque, è quello di due interventi che chiudono quasi tutti i target e portano a casa risultati misurabili. Resta l’ultimo tassello: l’inaugurazione della sede definitiva della Stazione di Posta. E intanto il 20 aprile, a Borgata Aurelia, si aprirà un altro capitolo con gli appartamenti per la vita indipendente dedicati alle persone con disabilità. Segno che, tra ritardi amministrativi e numeri già centrati, il Pnrr sociale sul territorio si avvia alla chiusura provando a lasciare qualcosa di più di una rendicontazione: una traccia concreta di riscatto.
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