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“No” al bullismo: necessario un patto tra scuola, famiglie e istituzioni

L'empatia è l'unico vero antidoto naturale alla violenza. Messaggio forte emerso dall’incontro “Insieme contro il bullismo”, che ha visto coinvolte tre classi dell’Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli di Tarquinia

“No” al bullismo: necessario un patto tra scuola, famiglie e istituzioni

i presenti

Non solo bulli o vittime, ma anche l’invito a non essere “ignavi”. È questo il messaggio forte emerso dall’incontro “Insieme contro il bullismo”, che ha visto protagoniste tre classi dell’Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. Un momento di riflessione profonda che ha trasformato l’incontro in uno spazio di crescita civile, focalizzato su pilastri imprescindibili: rispetto, ascolto e responsabilità.

Un fronte comune contro l’indifferenza

L’iniziativa, organizzata dall’assessora alla Pubblica istruzione Sara Corridoni, ha visto la partecipazione di figure chiave nella tutela dei minori. Dalla dott.ssa Monica Sansoni (Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Lazio) ai rappresentanti delle forze dell'ordine — il Dirigente del Commissariato Giulio Cristofori e il Comandante della Stazione dei Carabinieri Stefano Girelli — fino al contributo legale dell’Avv. Luana Sciamanna.

L’obiettivo è stato chiaro: fornire ai ragazzi gli strumenti per comprendere la gravità di certi comportamenti e l’importanza di rompere il muro del silenzio.

Il cuore del messaggio: il ruolo della famiglia

Particolarmente toccante la testimonianza della dirigente scolastica Laura Piroli, che ha voluto spogliarsi per un attimo del ruolo istituzionale: “Oggi ho assistito all'incontro anche come madre di due adolescenti”, ha dichiarato. “Mi sono resa conto di quanto ancora debba fare e ascoltare, tenendo gli occhi del cervello e del cuore aperti. La scuola deve fare la sua parte, ma la famiglia deve fare altrettanto, anzi di più”.

Un monito che sottolinea come la prevenzione non possa esaurirsi tra i banchi, ma debba proseguire nel dialogo quotidiano tra genitori e figli.

Una scuola che vigila

Il successo dell'evento è frutto di un lavoro di squadra che coinvolge l'intera comunità scolastica. La dirigente ha rivolto un ringraziamento speciale alle docenti che hanno accompagnato le classi (Matt-Jol, Barcaroli e Catalani) e alle referenti della Commissione contro il bullismo, le professoresse Nicoletta Mazzola e Paola Francucci, definite il “motore effervescente” di una vigilanza costante, oltre che la Dsga Monia Meraviglia. Il supporto dell’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Francesco Sposetti e dall’assessora alla Cultura Roberta Piroli, conferma la vicinanza delle istituzioni ai giovani, considerati  il “tesoro più grande” da proteggere.

In un'epoca di relazioni digitali spesso complesse, Tarquinia lancia un segnale di speranza: solo restando “Insieme” si può davvero fare la differenza.

Alcuni consigli per passare dalle parole ai fatti nella lotta al bullismo:

1. Allenare l'ascolto "attivo"

Come suggerito dalla dirigente Piroli, bisogna tenere aperti gli "occhi del cuore e del cervello".

Non minimizzare: Se un ragazzo racconta un episodio di disagio, non liquidarlo con un "sono ragazzate". Per loro, quel disagio è reale e profondo.

Osservare i cambiamenti: Cali improvvisi nel rendimento scolastico, chiusura relazionale o irritabilità insolita possono essere segnali di allarme.

2. Combattere l'ignavia (l'indifferenza)

Il bullismo prolifera dove c'è silenzio.

Educare al coraggio civile: Insegniamo ai ragazzi che riferire un sopruso non è "fare la spia", ma proteggere un compagno. Chi guarda e non interviene è complice silenzioso.

Responsabilizzare il gruppo: Spesso il bullo smette se perde il sostegno o l'ammirazione dei "telespettatori" (i compagni di classe).

3. Educazione digitale e responsabilità legale

Molti episodi oggi corrono sul web (cyberbullismo).

Spiegare le conseguenze: Ragazzi e famiglie devono sapere che certi comportamenti hanno risvolti penali e civili, come ricordato dai referenti della Polizia e dei Carabinieri durante l'incontro.

Uso consapevole dei social: Monitorare, senza invadere ossessivamente la privacy, la vita digitale dei figli, aiutandoli a capire che ciò che si scrive online è indelebile.

4. Fare "Rete" tra scuola e famiglia

Contatto costante: Non aspettare il problema per parlare con i professori. La commissione contro il bullismo dell'Istituto Cardarelli è un punto di riferimento attivo: utilizziamola.

Coerenza di messaggi: È fondamentale che i valori di rispetto insegnati a scuola trovino conferma e sponda nei comportamenti degli adulti a casa.

5. Sviluppare l'empatia

Mettersi nei panni dell'altro: Invitiamo i ragazzi a riflettere su come si sentirebbero a parti invertite.

L'empatia è l'unico vero antidoto naturale alla violenza.

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