Contenuti editoriali*

Cerca

La novità

Da rovina a gioiello: ecco come cambierà Torre Flavia

Partiti ufficialmente i lavori di riqualificazione del simbolo di Ladispoli: sarà un museo in riva al mare

Torre Flavia

LADISPOLI – La grande attesa è finita. Torre Flavia, simbolo della città, riportata anche sul gonfalone del comune, tornerà a nuova vita.

Sono ufficialmente iniziati i lavori per la riqualificazione che trasformerà il rudere in un museo in riva al mare. Lavori che dureranno circa 20 mesi.

Il manufatto di epoca romana, utilizzato dai soldati come postazione strategica di difesa, fu danneggiato dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale a maggio del 1943.

Il monumento, realizzato nel 1550 dallo Stato Pontificio, ha perso tantissimi mattoncini della propria cortina laterizia a causa dell’avanzata del mare.

I lavori sono partiti ufficialmente

Nel finanziamento complessivo da oltre 2 milioni di euro della Presidenza del Consiglio dei Ministri (il decreto denominato “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”) ci sono anche circa 730mila euro che il municipio ha ottenuto accendendo un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti.

«La consegna del cantiere è avvenuto il primo aprile – spiega Marco Pierini, assessore alle Opere pubbliche di palazzo Falcone – dopo un protocollo d’intesa tra Amministrazione comunale Città Metropolitana e Regione settore ambiente».

L’intervento punta al recupero strutturale dell’antica torre costiera e alla sua trasformazione in un museo corredato da percorsi multimediali per la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.

La nuova Torre Flavia in futuro accompagnerà i visitatori alla scoperta del patrimonio storico e culturale della città.

Il museo sarà illuminato, merito di uno studio di ingegneria sperimentale che dovrà ricucire la muratura, ristabilire le fondamenta e risistemare i tronconi superstiti.

In questa fase è avvenuto un lungo e approfondito lavoro preliminare, portato avanti da figure esperte, che hanno mappato tutta la vegetazione nell’area per tutelare le specie vegetali.

Un monitoraggio imponente che permetterà di ricostruire l’ambiente naturale così come era prima dei lavori così come le dune sabbiose riservate alla nidificazione dei fratini, uccelli in via d’estinzione.

Come spiegato da Corrado Battisti, responsabile dell’oasi per conto di Città Metropolitana, l’esistenza di un cantiere strutturato e organizzato, paradossalmente, può essere meno impattante per la nidificazione dei volatili rispetto all’invasione di turisti e residenti con cani al seguito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia

Caratteri rimanenti: 400

Edicola digitale