Ottimo Consiglio
02 Aprile 2026 - 00:29
centrale civitavecchia
ALLUMIERE - TOLFA - Duro comunicato dei circoli di Allumiere e Tolfa: «La riaccensione di Torrevaldaliga Nord era prevedibile, bocciata una mozione per fermarla».
Un atto politico che oggi torna al centro del dibattito, alla luce degli ultimi sviluppi sul futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord. Il Partito Democratico di Allumiere e Tolfa interviene con un comunicato duro e articolato, rivendicando una posizione già espressa mesi fa e denunciando quella che definisce una responsabilità politica evidente.
Al centro della vicenda, la mozione presentata nei Consigli comunali dei due comuni con un titolo esplicito: «No alla proroga del carbone: salute, ambiente e lavoro dignitoso prima di tutto». Una proposta che puntava a opporsi alla possibilità di prolungare l’utilizzo del carbone fino al 2038, come previsto da un ordine del giorno sostenuto anche a livello parlamentare.
Secondo il PD, quanto sta emergendo in questi giorni – con le dichiarazioni del Ministro che aprono alla concreta possibilità di riattivazione della centrale – non rappresenta una sorpresa, ma la conferma di uno scenario già annunciato. «Il nostro non era allarmismo, non era propaganda: era la realtà», si legge nel comunicato, che sottolinea come i segnali fossero già evidenti da tempo.
Nonostante questo, nei Consigli comunali di Tolfa e Allumiere, quella mozione è stata bocciata. Una scelta che oggi viene contestata con forza. «È stato respinto un atto che diceva semplicemente sì allo smantellamento della centrale e no al carbone, né oggi né domani». Una linea chiara, che secondo i firmatari del documento avrebbe potuto rappresentare una presa di posizione netta a tutela del territorio.
«Si trattava di una richiesta precisa: opporsi alla proroga dell’utilizzo del carbone nella centrale di Torrevaldaliga Nord fino al 2038, come previsto dall’ordine del giorno sottoscritto anche dall’onorevole Alessandro Battilocchio. Oggi, le parole del Ministro sulla altissima probabilità di riaccensione della centrale certificano una verità che qualcuno ha voluto ignorare, apertamente e irresponsabilmente. Il nostro non era allarmismo. Non era propaganda. Era la realtà. Eppure, mentre tutto questo era già chiaro, nei Consigli comunali di Tolfa e Allumiere si è scelta una strada ben precisa: bocciare le mozioni. È stato bocciato un atto che diceva semplicemente: sì allo smantellamento della centrale e no al carbone, né oggi né domani. Invece è stato detto no».
L’ordine del giorno, quindi, parlava chiaro: «Mantenere il carbone pronto a ripartire e quella linea è stata accettata - spiegano i democrat dei due circoli collinari - senza opporsi. Senza combattere. Senza nemmeno provarci. Anzi, è stato fatto di peggio: è stato bocciato chi ha provato a dire NO».
Secondo i consiglieri comunali e i membri del Pd di Tolfa e Allumiere «Oggi è giusto dirlo chiaramente: il sindaco di Tolfa e il sindaco di Allumiere dovrebbero spiegare ai cittadini perché hanno scelto di piegarsi. E dovrebbero spiegarlo anche i consiglieri, soprattutto quelli che fino a qualche tempo fa si dichiaravano “ambientalisti”. Perché mentre medici, esperti e cittadini lanciavano l’allarme — anche con voci autorevoli come il dottor Mauro Mocci (medico Isde - ndr) — si è deciso di fare finta di niente».
I democrat collinari poi proseguono: «Mentre noi parlavamo dei lavoratori dell’indotto bloccati in cassa integrazione, i quali avrebbero potuto lavorare nell’opera di smantellamento della centrale, loro facevano orecchie da mercante. Si è voltato lo sguardo dall’altra parte. Si è scelta la linea della sudditanza politica. Si è scelto di non disturbare. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il carbone torna ad essere una possibilità concreta e ancora una volta questo territorio già martoriato rischia di diventare una colonia energetica. E a pagare saranno, di nuovo, i cittadini: in salute, ambiente e futuro».
Nel mirino finiscono quindi le amministrazioni di Allumiere e Tolfa, accusate dai pidini di non aver voluto contrastare una direzione politica già delineata. «È stata accettata una linea senza opporsi, senza combattere, senza nemmeno provarci». E c’è un punto secondo i democrat che non può essere ignorato: Non si potrà dire: “non lo sapevamo”. Lo sapevano benissimo. Glielo avevano detto. Glielo avevamo detto. Nonostante questo, è stata fatta una scelta politica precisa. Quella di stare in silenzio, di allinearsi, di bocciare quella mozione. E oggi questa scelta ha un nome chiaro: corresponsabilità.
Il comunicato richiama il tema del lavoro evidenziando come la fase di smantellamento della centrale avrebbe potuto rappresentare un’opportunità concreta per i lavoratori dell’indotto, molti dei quali attualmente in cassa integrazione. Un’occasione che, secondo il PD, non è stata sostenuta con la dovuta forza.
E infine l’affondo conclusivo: «Non si potrà dire che non si sapeva. Lo sapevano benissimo». Una frase che sintetizza il senso dell’intervento politico, trasformando una scelta passata in una responsabilità presente. Il tema della centrale di Torrevaldaliga Nord si conferma così uno dei nodi più delicati per il territorio, destinato a riaprire il confronto tra istituzioni, forze politiche e comunità locali.
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