Ottimo Consiglio
Viterbo
01 Aprile 2026 - 22:11
Il comando di polizia locale di Viterbo versa in condizioni di criticità non più tollerabili. La denuncia viene dalle sigle sindacali Uil Fp e Csa Regioni autonomia locali.
«Quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della sicurezza cittadina - dicono - è oggi un apparato bloccato da logiche organizzative degli anni '90 e da una carenza strutturale che colpisce la dignità stessa dei lavoratori». Le criticità riscontrate abbracciano diversi ambiti.
Rispetto alla vigilanza territoriale, le sigle sindacali rilevano che l'organizzazione dei servizi riflette una realtà che a Viterbo non esiste più dagli anni '90 con un centro storico svuotato e le aree periferiche con traffico intenso. Le pattuglie di pronto intervento e infortunistica che operano fuori dal centro storico sono numericamente insufficienti - dicono Uil Fp e Csa - il personale è costretto a coprire tutto il territorio comunale, con tempi di intervento dilatati e una presenza sul capoluogo che non riesce a garantire la necessaria prevenzione e sicurezza proprio nelle zone a maggior rischio incidenti, continuando a mantenere tre pattuglie all'interno del centro storico.
Per i due sindacati la polizia locale è frenata da attività non d'istituto che sottraggono risorse alle attività di competenza: per far fronte all'incremento delle pratiche amministrative e burocratiche d'ufficio (pratiche amministrative per il rilascio degli abbonamenti dei parcheggi per la società Francigena, segnaletica stradale, ordinanze per altri settori, controllo ascensori) si è reso necessario distogliere unità operative dalla strada svuotando i turni di vigilanza esterni, compromettendo la visibilità e l'efficacia del servizio sul territorio.
Sul fronte della gestione del personale e sicurezza invitano chi di competenza ad avere una maggiore attenzione nella gestione delle risorse umane a seguito di criticità riscontrate più volte nella programmazione dei turni, in particolare a seguito di una manifestazione, «il personale ha effettuato un servizio di undici ore trenta con solo cinque ore di riposo tra i due turni (antimeridiano-pomeridiano) quando per la normativa vigente devono essere effettuate 11 ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore». La sicurezza non può essere fatta a metà, operare in contesti complessi con agenti anche disarmati è un rischio che non possiamo più permetterci: è un pericolo sia per chi è senza difesa che per gli altri colleghi in servizio.
Rispetto alla tecnologia e alla logistica lamentano che il supporto tecnologico è fermo a trent'anni fa. «Non esiste un locale idoneo per lo stoccaggio e la ricarica degli apparati radiotrasmittenti» tanto che gli stessi vengono ricaricati presso il domicilio dei lavoratori o collocati all'interno del Comando in spazi di fortuna, creando disordine e inefficienza. La centrale operativa, cuore pulsante del Comando, viene gestita con un solo operatore e, in sua assenza, si ricorre ad un pescaggio di fortuna del personale con turni di 2 ore ciascuno.
Criticità anche sulla sicurezza informatica per il personale con un unico computer a disposizione del nucleo operativo mobile e sugli spogliatoi fuori norma.
Uil Fp e Csa chiedono quindi l'adeguamento dei locali (spogliatoi e igiene) secondo le norme di legge, l'aggiornamento tecnologico della centrale operativa, del computer a disposizione del nucleo operativo mobile e delle dotazioni radio e una riforma dei turni che tenga conto della nuova geografia urbana di Viterbo e delle reali necessità dei servizi istituzionali.
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